Ne avevo parlato nel post Topo Gigio: le 5 regole per l’influenza A.
E’ una iniziativa del ministero della salute!
Topo Gigio, con tanto di camice e stetoscopio. È lui il testimonial scelto dal governo per la nuova campagna di prevenzione contro l’influenza A che sarà lanciata a breve su tv, giornali e settimanali. La scelta del pupazzo, che è già ambasciatore dell’Unicef, ha spiegato in conferenza stampa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, è stata presa perchè «presente nella memoria di tutti gli adulti e che affascina sempre i bambini».
In questo modo, ha aggiunto, si potranno spiegare in modo «chiaro e semplice» le cinque regole prescritte dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) per prevenire la diffusione del virus.
I consigli elencati da Topo Gigio nello spot sono: Leggi il resto dell’articolo »
Non solo aggredita da raggi solari e inquinamento atmosferico, oggi la nostra pelle ha un altro nemico da temere, che concorre silenziosamente ad attentare alla sua bellezza. A cosa ci riferiamo?
Alle onde elettromagnetiche generate dai diversi strumenti di uso quotidiano. Presenti ovunque, persino laddove è impensabile, ci si può proteggere da esse, adottando soluzioni ad hoc.
Ma di cosa si tratta? Le onde elettromagnetiche artificiali costituiscono una forma di energia invisibile, creata dall’uomo per trasmettere informazioni, in particolare suoni ed immagini. Siamo forzatamente in contatto con l’energia delle onde elettromagnetiche artificiali. Persino quando guardiamo la tv, ascoltiamo la radio, parliamo al telefono, lavoriamo al computer: in tutti questi casi siamo esposti all’azione delle onde elettromagnetiche. Queste onde sono in grado di attraversare muri in cemento. Si capisce bene dunque la loro invasività e il fatto che possano arrivare subdolamente alla nostra pelle.
In che modo la danneggiano? La risposta proviene da diversi studi scientifici che hanno osservato il rinnovamento delle cellule epidermiche in caso di esposizione alle onde elettromagnetiche artificiali. Per ottenere i risultati della ricerca, l’équipe dei dermatologi e biologi coinvolti nello studio ha riprodotto in laboratorio condizioni e quantità di onde elettromagnetiche alle quali siamo normalmente esposti ogni giorno. L’esito degli studi rivela che gli effetti sulla pelle sono molteplici, ed incidono sulla sua qualità. Immediatamente si osserva una produzione di radicali liberi, ossidanti che vengono prodotti come risposta alle aggressioni cutanee (invecchiamento, sole, stress). Inoltre, è stato constatato che il rinnovamento cellulare diminuisce del 26%. Questo significa che, quando sono sottoposte a onde elettromagnetiche, le cellule dell’epidermide si riproducono più lentamente.
Gli effetti visibili sulla nostra pelle si traducono in: disidratazione, secchezza della cute, ovvero pelle meno liscia e irregolarità del colorito, oltre che maggiore vulnerabilità alle aggressioni ambientali, dal momento che lo strato corneo perde il suo naturale effetto “barriera”. I primi effetti si manifestano purtroppo dopo solo 6 ore di esposizione.
Queste modificazioni, giorno dopo giorno, contribuiscono ad accelerare l’invecchiamento cellulare.
Ma proteggere la pelle da questa nuova forma di inquinamento invisibile oggi si può.
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Uno dei giornalisti televisivi piu’ famoso degli Stati Uniti e’ un reporter di colore che si chiama Lee Thomas. A renderlo celebre e’ stato uno scoop televisivo che ha commosso milioni di persone. Da diversi anni Thomas lavora negli studi televisivi della Fox 2 di Detroit, presentando ogni giorno il telegiornale. Il suo pubblico lo apprezza per le sue capacita’ di simpatia e professionalita’. Recentemente ha scritto un libro e ha rilasciato una intervista che pressappoco iniziava cosi’: ”Sono un negro che sta diventando bianco…”. Nel frattempo, davanti ai cameramen con gli occhi sbarrati, con un tampone bagnato ha iniziato a togliersi dal volto il make up color mogano che serviva a coprire la sua vitiligine e a rendere il suo viso di un colore uniforme. ”State vedendo che le mie mani da nere stanno diventando bianche. Sono malato di vitiligine, una patologia di cui non si conoscono ancora le cause, di cui non si guarisce… potrei anche diventare tutto bianco…”. La parola vitiligine negli Stati Uniti divenne popolare negli anni ‘90, quando Michael Jackson rivelo’ di soffrirne, ma a tutt’oggi nell’opinione comune resta una malattia misteriosa, quasi da nascondere. Stanco dei continui sotterfugi per camuffarsi, del disagio e della paura di perdere il proprio posto di lavoro in televisione, parla Lee Thomas nel suo libro Turning White – A Memoir of Change (Diventare bianco – Testimonianza di un cambiamento) descrivendo quanto la malattia abbia inciso sulla sua vita e sulla sua carriera. ”La mia pelle – scrive il giornalista – un tempo scurissima, nel corso degli anni e’ stata invasa da grandi e piccole chiazze bianche intorno alla bocca, occhi, naso e orecchie, anche il mio corpo non e’ stato risparmiato. Riconosco che avere questa malattia mi ha aiutato a capire quello che veramente sono. Ho un animo gentile, sono una persona onesta e sensibile… Ci sono malattie che uccidono ma bisogna ammettere che la vitiligine puo’ essere un vero flagello per la gente di colore e per chi si abbronza facilmente. Molti possono pensare che io abbia schiarito la mia pelle per rinnegare la mia origine afro-caraibica…”. E’ convinzione comune che lo scoop televisivo, molto americano, sia servito al lancio del libro ma che allo stesso tempo cio’ aiutera’ i pazienti di tutto il mondo e contribuira’ a diffondere la conoscenza della malattia, liberandola da false e sgradevoli percezioni.
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