La University of Pennsylvania ha inventato i primi tatuaggi a LED.In pratica, gli sviluppatori statunitensi stanno realizzando delle piccole unità al silicio che permettono di trasformare il corpo in una sorta di schermo.
I chip sono grandi come un chicco di riso, quindi circa 1 mm di estensione, ma spessi non più 250 nanometri. In pratica “incollati” su un piccolo strato di seta, riassorbile dal corpo, si comportano come i tatuaggi e si adattano ai movimenti della pelle.
Qualcuno ha citato analogie con la novella di Ray Bradbury “The Illustrated Man“, ma la verità è che si prospettano grandi potenzialità mediche e commerciali. Questo genere di mini-schermi potranno infatti essere collegati a dispositivi elettronici già impianti nel corpo, come ad esempio bypass cardiaci, e quindi essere utilizzati come unità di monitoraggio esterne.
Le prime versioni dei tatuaggi a LED certamente non saranno in grado di mostrare cromie da TV o immagini ad alta risoluzione, ma saranno comunque funzionali. Philips, ad esempio, ha già iniziato a fantasticare su eventuali sperimentazioni per la coppia.
Gli amanti delle nuove tecnologie sono spesso accumunati oltre che da una passione per tutto ciò che è silicio e binario anche da una certa dose di curiosità e creatività.
Voleva solo dei puntini colorati intorno all’occhio sinistro, ma si e’ ritrovata 56 stelline che le coprono meta’ del volto. Una ragazza belga, Kimberly Vlaminck, ha denunciato un tatuatore di Courtrai accusandolo di averle sfigurato il
Ecco un altro esempio di imprenditoria innovativa: Tottoos vende tatuaggi temporanei personalizzati da utilizzare per “stampare” sulla pelle dei bambini numeri ed informazioni di emergenza.
E’ bene conoscere la propria pelle, soprattutto le reazioni alle esposizioni solari. Se si notano delle lesioni cutanee nuove che non tendono a scomparire o un neo ad esempio, che si modifica rapidamente, consultate il medico o un dermatologo.
Il tatuaggio fa male alla pelle? È quello che si è chiesto un ricercatore dell’università del Nord Colorado (Usa), che ha misurato la sensibilità della pelle di alcuni volontari, con uno strumento particolare: l’estesiometro. L’apparecchio ha due punte di plastica, che possono essere mosse indipendentemente una dall’altra. Quando vengono passate sulla pelle, le persone con la pelle più “ricettiva” riescono a sentire due punture, anche quando le punte sono molto ravvicinate, mentre le persone meno sensibili – a livello cutaneo – ne sentono una sola. In questo modo, si misura la sensibilità della pelle, che sembra ridursi sulle parti tatuate. I volontari tatuati sul polpaccio, per esempio, avevano molta meno sensibilità sulla gamba con il tatoo che su quella “senza inchiostro”.











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