Analizzando i livelli di cinque marcatori molecolari specifici è possibile distinguere i nevi benigni dai melanomi maligni con un’accuratezza superiore al 90 per cento. Questo è quanto emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.
Il nuovo test ha bisogno di ulteriori conferme, sottolineano i ricercatori, tuttavia potrebbe rappresentare un ottimo strumento per affinare la diagnosi di una patologia che presenta spesso risultati ambigui agli esami microscopici standard e alle biopsie. In studi precedenti, il professor Kashani-Sabet e i colleghi della University of California di San Francisco avevano già identificato un diverso profilo di espressione genica tra i nevi benigni e i melanomi. Nel nuovo studio, il team di ricercatori ha analizzato i livelli di cinque marcatori molecolari (ARPC2, FN1, RGS1, SPP1 e WNT2) in 693 campioni di tessuto già sottoposti a una precedente diagnosi di melanoma. I loro risultati hanno mostrato che, analizzando i livelli dei cinque marcatori, è possibile ottenere una corretta diagnosi di melanoma in più del 90 per cento dei casi. “Il nuovo test permetterà di rendere molto più precisa la diagnosi ‘correggendo’ i due terzi dei falsi positivi, inclusi i casi di melanoma inizialmente diagnosticati come nevi. Ciò risulta particolarmente importante alla luce dei frequenti errori di diagnosi associati al melanoma e a causa dei quali molti pazienti vengono sottoposti a terapie mediche inappropriate”.
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