Un bruco di baco da seta geneticamente modificato è in grado di produrre proteine della pelle umana.
Questi animali sono stati ingegnerizzati (da un gruppo di ricerca dell’università di Hiroshima in Giappone) in modo da contenere il gene che produce il collagene, la proteina che costituisce gran parte della pelle umana, e tessere quindi un bozzolo. Dal bozzolo stesso poi potrebbe essere possibile estrarre la proteina e purificarla per poi utilizzarla in medicina.
Gli usi di questa proteina, che sarebbe purissima, sono molteplici: dalla creazione di pelle artificiale all’applicazione della proteina stessa su ferite in cicatrizzazione. I prossimi passi secondo i biotecnologi sarebbero quelli di usare la stessa tecnica per “convincere” mucche a produrre proteine particolari nel latte, o inserire i geni in piante coltivate per averne a disposizione dopo il raccolto.
Scoperta la proteina ‘ripara ferite’. Si chiama progranulina e potrebbe rivelarsi preziosa per la pronta guarigione di tagli e ustioni. La proteina, scoperta da ricercatori canadesi e statunitensi in uno studio pubblicato sulla rivista ‘Nature Medicine’, dovrebbe stimolare la ricrescita cutanea anche quando le ferite sono ormai croniche e formano una ‘piaga’ che non risponde ad alcun trattamento. La proteina era gia’ conosciuta, perche’ responsabile delle crescita dei tessuti durante lo sviluppo e presente anche in alcuni tipi di tumore, ma non si sapeva che svolgesse un ruolo centrale nella rigenerazione cutanea.
Andrew Bateman of the Research Institute of the McGill University Health Centre (MUHC) (Montreal), in collaborazione con il Soft Tissue Center (University of Georgia, Athens), ha studiato come avviene la riparazione delle ferite nei topi. Le analisi hanno mostrato che le cellule del sistema immunitario, che accorrono per stimolare la ricrescita dei tessuti, sono molto ricche di un fattore di crescita, la progranulina3. I ricercatori hanno anche scoperto che le cellule contenenti la progranulina servono a dare il ‘via’ ai processi cicatriziali. Infatti, subito dopo che hanno raggiunto la ferita, i tessuti cominciano a ricrescere, mentre le cellule della pelle e quelle dei capillari iniziano, a loro volta, a produrre la proteina. La progranulina e’ stata sperimentata nei topi, e le osservazioni hanno rivelato che il trattamento facilitava la rigenerazione dei tessuti danneggiati. Secondo i ricercatori, la proteina agirebbe sulle cellule cutanee e su quelle endoteliali, favorendo la proliferazione e la migrazione verso la zona ferita e stimolando la ricostituzione dello strato cutaneo e dei capillari sottostanti.











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