Ne avevo parlato nel post Topo Gigio: le 5 regole per l’influenza A.
E’ una iniziativa del ministero della salute!
La sensazione generale, frutto di storie metropolitane, è che, passate le prime 24 ore dall’ingresso alla menopausa, si verifichi un improvviso crollo del tessuto cutaneo, un infittirsi delle rughe ed una rapida caduta della capacità cognitiva. Per fortuna non è così, ma è anche vero che ci si sta incamminando verso la senescenza.
Italia pigrona, incosciente e vanesia, per quel che riguarda la prevenzione contro le malattie della pelle, almeno nell’80% dei casi. Per 8 italiani su 10 la prevenzione delle malattie della pelle causate dai raggi ultravioletti è sacrificata in nome di un’abbronzatura forte e più rapida possibile. Tra di loro, la maggior parte sono giovanissimi e over 50, mentre i 35-40enni sembrano mostrare maggior prudenza e consapevolezza sui danni provocati da un sole gravemente ammalato.
A porre l’accento su questo fenomeno preoccupante è Patrizio Mulas, presidente dell’ADOI (Associazione dermatologi ospedalieri italiani), nel corso della convention milanese organizzata insieme a La Roche-Posay per lanciare la campagna di sensibilizzazione anti-melanoma “myskincheck”.
Un gruppo di scienziati della South Dakota State University stanno studiando i meccanismi per cui una sostanza derivata dal corallo del Mar Rosso potrebbe contribuire a curare il cancro della pelle. Lo studio ha continuato un precedente lavoro del professor Chandradhar Dwivedi il quale indicava che un composto di una sostanza chiamata sarcodina può essere isolato dal corallo soffice del Mar Rosso. Il nuovo studio indica che è possibile utilizzare questa sostanza nella prevenzione del cancro della pelle.
E’ bene conoscere la propria pelle, soprattutto le reazioni alle esposizioni solari. Se si notano delle lesioni cutanee nuove che non tendono a scomparire o un neo ad esempio, che si modifica rapidamente, consultate il medico o un dermatologo.
Esiste una regola mnemonica indicata con le prime 5 lettere dell’alfabeto (regola ABCDE) che aiuta a ricordare alle persone quando rivolgersi al proprio medico.
A: asimmetria. Un neo ha una forma irregolare.
B: bordo irregolare. Il neo sembra fuoriuscire dai bordi che sono irregolari, ruvidi e dentellati.
C: colore non uniforme. Il neo si presenta in alcuni punti più chiaro o più scuro.
D: diametro del neo superiore a 6 millimetri.
E: evoluzione. Cambiamenti rapidi del neo sono un importante fattore d’allarme
VEDI: Pagina dei test!!!
Fra tutti i tipi di tumori della pelle negli ultimi anni il carcinoma basocellulare è il più diffuso. La loro comparsa dipende quasi sempre da una prolungata e non protetta esposizione solare. I soggetti più a rischio sono quelli con carnagione chiara (capelli biondi o rossi, occhi verdi, azzurri o grigi) che generalmente stando al sole si scottano, ma non si abbronzano.
Anche la luce ultravioletta (UV) può recare danni al DNA della pelle e la crescita incontrollata di alcune cellule provoca il tumore. Altri fattori possono essere il contatto con arsenico, l’esposizione a radiazioni, cicatrici, tatuaggi, vaccinazioni, oppure una predisposizione familiare.
Se non curato progredisce inarrestabilmente, sopprimendo via via i tessuti sani che gli sono prossimi. In questo caso è necessario un intervento chirurgico di asportazione della parte lesa ed eventualmente di ricostruzione.
Come si presentano:
Il basalioma, (detto anche carcinoma basocellulare) mostra piccoli noduli tondi e rosa, può comparire su qualsiasi parte del corpo maggiormente su quelle esposte alla luce, predilige il viso, le palpebre, il naso, il cuoio capelluto, le spalle, il collo e il dorso.
Lo spinalioma, (detto anche carcinoma spinocellulare) appaiono in superficie dell’epidermide con croste ruvide e dure, ma non sanguinanti e spesso compaiono sul volto, sul collo e sulle mani.
Il melanoma invece può manifestarsi su qualsiasi parte del corpo in particolare la testa, il collo e il tronco. E’ raro che si manifesta negli adolescenti ma colpisce comunque una giovane fascia di età dai 30 ai 60 anni.
Nonostante i progressi ottenuti nell’ambito delle terapie, quando il melanoma viene diagnosticato tardi è difficile affrontarlo con successo. L’autoesame periodico dei nei tenendo conto della regola A, B, C, D, E è sicuramente uno degli strumenti principali per individuare una lesione a rischio.
Le lesioni sono asintomatiche per la maggior parte, mentre altre possono provocare prurito e dolore accompagnate da mal di testa, fitte alle ossa, affaticamento e perdita di peso.
Per avere una giusta diagnosi si richiede l’impiego dell’epiluminescenza, un apparecchio che ingrandisce ed illumina la pelle ed esamina le lesioni in profondità. Per altri tipi di tumori maligni, la prognosi avviene tramite biopsia analizzando un campione di tessuto al microscopio.
Un nuovo metodo diagnostico chiamato Dermatoscopia a permesso di fare molti passi avanti nell’ambito della prevenzione perché se usato correttamente aumenta del 30% la capacità di diagnosi precoce del melanoma rispetto alla sola visita clinica. E’ stato infatti ideato un Videodermatoscopio Digitale Computerizzato che consente di effettuare accurate mappature dei nei.
Se la pelle è già sensibile con il freddo diventa ancora più fragile e, se sottoposta a continui sbalzi di temperatura, rischia di fare la sua comparsa la couperose. Con le basse temperature, infatti, le polveri nocive vengono assorbite in quantità maggiore, mentre i piccoli vasi sanguigni sono costretti a una continua ginnastica.
Come si presenta?
Ha una superficie delicata, sottile. È secca ma morbida al tatto ed è estremamente fragile, irritabile, reattiva ed allergica. Nella sua evoluzione, una pelle ipersensibile può portare la comparsa di couperose, inestetismo cutaneo dovuto alla vasodilatazione del microcircolo sottoepidermico. La pelle con couperose si manifesta, a causa della fragilità dei vasi, con la dilatazione dei capillari che, sfibrandosi, formano una fitta rete violacea, visibile esternamente, in particolare sulle guance.
Cosa fare?
L’obiettivo, in questo caso, è proteggere il microcircolo. «L’ideale è agire su più fronti» dice la dermatologa Magda Belmontesi. «Localmente con prodotti cosmetici formulati per proteggere dalle aggressioni estrarne e che sollecitano le natali difese cutanee, come quelli ad alta concentrazione di bioflavonoidi, vitamina C ed E, che favoriscono la protezione del circolo sanguigno e la permeabilità dei capillari. Poi, già dal mattino, utilizzare un latte detergente specifico per una pulizia ultra-delicata. Evitare i normali saponi e i risciacqui con acqua troppo caldo o troppo fredda (l’acqua del rubinetto, ricca di calcare, può provocare irritazioni). Tonificare la pelle con un tonico senza alcool, ma addizionato con sostanze decongestionanti e lenitive. Infine, è fondamentale scegliere una crema specifica per pelli sensibili e con couperose. Mentre la sera, dopo aver ripetuto le stesse procedure di detersione, aggiungere una crema non grassa arricchita con sostanze restitutive e normalizzanti».
Il consiglio in più…
Un buon aiuto arriva anche dalla giusta alimentazione. I cibi ad alto contenuto di vitamina P (come pomodori, riso e pasta) proteggono la circolazione, mentre quelli ricchi di selenio (si trova nel tonno, nei piselli, nel salmone), potente antiossidante, sono perfetti per rinforzare il microcircolo. Ottimi anche i frutti di bosco (non facili da trovare in questa stagione). In caso, si può optare per un integratore alimentare a base di mirtilli.
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