Come riconoscere l’influenza A/H1N1 in un bimbo, come gestire la malattia, qual’è la migliore terapia, quando è necessaria la vaccinazione. A queste domande, ed a molte altre, provano a rispondere gli specialisti della Società italiana di pediatria e di alcune associazioni scientifiche collegate come gli infettivologi e gli esperti in Urgenza pediatrica.Il documento, una sorta di vademecum con le lineee guida su come comportarsi, è stato presentato nei giorni scorsi al Ministero alla Salute e ai diversi assessorati regionali.
IL DOCUMENTO DEI PEDIATRI
Il documento si apre con la premessa che saranno i bambini i più esposti al rischio di contrarre l’influenza. “Un massiccio afflusso di minori al pronto soccorso in seguito ad una pandemia – spiega il professor Angelo Tovo, presidente degli infettivologi pediatrici – è prevedibile tenendo conto che durante la stagione invernale un bambino di 2-3 anni di solito manifesta sei episodi con sintomi del tutto sovrapponibili alla diagnosi di influenza A“.
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Non è nulla di drammatico né di impressionante. Non si tratta di una patologia quanto di un “infortunio” (che si verifica con relativa frequenza) da addebitare a genitori disattenti o magari poco preparati. A questi ultimi dedichiamo allora una parte del nostro spazio, giusto per prevenire situazioni sgradevoli che si rivelano particolarmente fastidiose per i neonati.











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