L’ego femminile passa anche per i capelli, si sa: non c’è nulla come una chioma folta e sana per far sentire bella una donna.Allo stesso modo, basta davvero poco per farla preoccupare: ci sono dei periodi, l’autunno è uno di questi, in cui le sembra di trovare troppi capelli nella spazzola.
Ne parliamo con un esperto: il dottor Andrea Marliani, dermatologo ed endocrinologo membro del Sitri (Società italiana di tricologia).
È innegabile che ogni tanto ci capiti di lasciare qualche capello in più del solito sul cuscino: ma quando è il caso di allarmarsi?
L’uomo è sottoposto a una “muta” ciclica come i conigli, come gli altri animali. Il capello ha un suo ciclo, cresce, cade, ricresce. Semmai potrà avere un ciclo più breve in certi periodi, ma questo non significa certo avere un problema. In assenza di altri segnali, i capelli cadono perché è in atto un ricambio, e questo non è necessariamente un male, anzi. C’è da preoccuparsi quando c’è un assottigliamento diseguale o un diradamento localizzato.
Due momenti delicati per una donna, anche per i suoi capelli: gravidanza/allattamento e menopausa. Come comportarsi nei due casi?
In gravidanza il capello è al suo massimo per via degli alti tassi di idrocortisolo e destrone, che sono le sostanze che di solito fanno crescere il capello. Con il crollo della produzione dopo il parto, si ha una fase di caduta e ricambio, che è normalissima e solitamente si esaurisce da sola. Se la caduta continua o è particolarmente forte bisogna stare attenti che non ci siano cofattori come carenze di ferro, molto comuni nelle donne. Per quanto riguarda la menopausa, il capello ha bisogno di estrone, ormone femminile, e quando ce n’è meno si vede. Si può sopperire con lozioni a base di estrone, che vadano a stimolare direttamente il follicolo del capello, e che di solito sono molto efficaci.
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La sensazione generale, frutto di storie metropolitane, è che, passate le prime 24 ore dall’ingresso alla menopausa, si verifichi un improvviso crollo del tessuto cutaneo, un infittirsi delle











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