La vitiligine è una patologia cronica della pelle caratterizzata da macchie bianche causate dalla carenza o totale mancanza delle cellule responsabili della pigmentazione cutanea, dette melanociti. Colpisce uomini e donne senza differenza di genere con un’incidenza pari allo 0,5-2% della popolazione mondiale. 80milioni sono le persone affette da vitiligine di cui oltre un milione solo in Italia, la familiarità si riscontra fino al 30% dei casi. La vitiligine può iniziare a qualsiasi età ma nel 50% dei casi si manifesta tra i 10 e i 30 anni. Le persone affette tendono spesso all’isolamento a causa dei disagi sociali e di relazione che possono sperimentare.
La vitiligine è una patologia cronica della pelle caratterizzata da macchie bianche causate dalla carenza o totale mancanza delle cellule responsabili della pigmentazione cutanea, dette melanociti. Colpisce uomini e donne senza differenza di genere con un’incidenza pari allo 0,5-2% della popolazione mondiale. 80milioni sono le persone affette da vitiligine di cui oltre un milione solo in Italia, la familiarità si riscontra fino al 30% dei casi. La vitiligine può iniziare a qualsiasi età ma nel 50% dei casi si manifesta tra i 10 e i 30 anni. Le persone affette tendono spesso all’isolamento a causa dei disagi sociali e di relazione che possono sperimentare.
Nel Settecento le donne, per sembrare belle, si ricoprivano di cipria perché più bianca era la loro pelle, tanto più affascinanti risultavano. Ciò era dovuto essenzialmente all’esigenza di distinguersi dai contadini, che avevano, invece, la pelle scura a causa del sole. Oggi, invece, c’è chi farebbe carte false per avere una pelle abbronzata tutto l’anno.Gli strumenti per farlo ci sono, bisogna però fare attenzione ad usarli in tutta sicurezza.
Le lampade abbronzanti hanno dato, nel corso degli ultimi 20 anni, alla maggior parte delle donne, e degli uomini, la possibilità di avere una bella pelle ambrata durante tutto l’anno. Poco conosciute esse stesse e poco noti anche gli effetti che potevano avere, hanno regalato troppo spesso, nei primi anni del loro utilizzo, ustioni, invecchiamento cutaneo e, nei casi più gravi, anche melanoma. In realtà, la lampada abbronzante non è una macchina diabolica; basta utilizzarla con intelligenza. Le lampade sono dei macchinari che, grazie ai raggi UVA, condizionano i melanociti a produrre melanina e quindi a rendere la pelle abbronzata. I raggi UVA, però, sebbene non siano nocivi quanto quelli UVB, comunque arrivano negli strati più profondi della cute e, quindi, sono potenzialmente pericolosi e potrebbero causare un precoce invecchiamento cutaneo o lasciare la pelle a macchie.
È importante, se si decide di fare una lampada, osservare alcune regole:
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Uno dei problemi dermatologici maggiormente diffusi risulta essere la vitiligine.Si tratta di una malattia non contagiosa, la cui caratteristica è quella di far comparire sulla cute o sulle mucose, delle chiazze non pigmentate, cioè zone nelle quali manca completamente la normale colorazione dovuta al pigmento, la melanina, prodotta dai melanociti.
Scendendo ancor più nel dettaglio, tale malattia è dovuta alla presenza di anticorpi che “disattivano” o distruggono proprio i melanociti.
La cura più moderna disponibile è la microfototerapia, che è rappresentato da un ciclo di radiazioni luminose che vengono “sparate” sulla cute, allo scopo di ripigmentarla. La luce, grazie ad una determinata lunghezza d’onda dello spettro solare, stimola efficacemente i melanociti a duplicarsi e a produrre melanina.
La prima risposta che ho trovato è che l’intervento chirurgico di “sbiancamento” non esiste! Lo conferma il fatto che nessuno oltre a Michael si sarebbe mai sottoposto a questo intervento…
La soluzione è invece una malattia neanche troppo rara: la vitiligine.
Un forte stress ambientale, caratterizzato ad esempio da una massiccia presenza di sostanze tossiche nell’aria o da un’elevata esposizione del corpo ai raggi ultravioletti, sarebbe in grado di danneggiare irreversibilmente le cellule staminali melanocitiche presenti all’interno dei follicoli piliferi, condannando i capelli a diventare grigi in maniera irreversibile. È questa la conclusione di uno studio apparso sulla rivista Cell.
Il colore dei nostri capelli è dovuto a un pigmento, la melanina, prodotto da particolari cellule presenti all’interno dei follicoli e dette melanociti. Al termine del suo ciclo di vita cellulare, ogni melanocita viene rimpiazzato dalle cellule staminali presenti all’interno del follicolo che si differenziano in cellule mature in seguito alla sua morte.
La vitiligine è una malattia non contagiosa caratterizzata dalla comparsa sulla cute o sulle mucose, di chiazze non pigmentate, ovvero di zone dove manca del tutto la fisiologica colorazione dovuta al pigmento, la melanina, contenuto nei melanociti.
I melanociti resterebbero vitali, ma smetterebbero di produrre melanina.
E’ una malattia dall’eziologia sconosciuta, e complessi possono essere i risvolti psicologici di chi ne è affetto.
Le terapie sono in evoluzione e questo video ne mostra l’evoluzione.
Tratto da Adnkronos












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