Sarà vero o sarà falso che… buona visione!
Anche la bellezza ha una stagionalità. Per combattere i segni del tempi sul proprio corpo, le stagioni indicano quale il periodo migliore e dove intervenire. Dopo l’estate, periodo tradizionalmente di “pausa” per la chirurgia estetica, l’autunno si presenta come il momento più indicato per gli interventi al volto. «È con l’arrivo della stagione fredda, e soprattutto in vista del Natale, che le richieste di lifting al volto aumentano», spiega Patrizia Gilardino, chirurgo estetico milanese, socio della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (Sicpre).
Al ritorno dalle vacanze, sono le rughe del volto a spaventare maggiormente. «L’esposizione al sole può portare ad accentuare le cosiddette zampe di gallina, oppure a mettere in evidenza pieghe e cedimenti della cute del viso che prima non erano percepiti come un problema», continua Gilardino.
Filler sì, filler no. Lifting forse. Le italiane non vogliono più invecchiare, e decidono di rimanere sempre più giovani grazie alla scienza. Secondo una recente ricerca effettuata dalla Sime, la Società Italiana di Medicina Estetica, le donne italiane sono le consumatrici più assidue di filler in Europa, e le seconde nel mondo, dietro soltanto alle statunitensi.
I filler sono piccole iniezioni riempitive che vengono effettuate direttamente sottopelle sul volto per riempire una ruga o per aumentare il volume della pelle stessa. Composte da acido ialuronico, botox o collagene, queste siringhe possono essere temporanee (l’effetto sparisce dopo poco tempo) o permanenti, e danno l’impressione che la pelle sia sempre giovane, togliendo qualche anno dal viso delle nostre care signore che così, dimostrando 10 anni di meno, sentono di averli persi effettivamente anche sulla carta d’identità.
A riferire di questo studio è stato Emanuele Bartoletti, segretario generale della Sime, che ha affermato che ogni anno sul territorio nazionale si utilizzano mediamente oltre 150mila fiale di collagene e 60mila di botox, molti di più rispetto agli altri Paesi che seguono l’Italia in questa strana classifica, come la Francia, la Spagna ed il Regno Unito.
Le donne francesi invece preferiscono il lifting, tecnicamente detta ritidoplastica, si tratta di un procedimento chirurgico, quindi molto più radicale rispetto al precedente, in cui si eliminano con il bisturi le rughe e le imperfezioni dell’età sia dal volto che dal collo. In questo le donne francesi hanno il record mondiale, anche più delle americane. Forse le italiane evitano quest’operazione perché più costosa e pericolosa, visto che, trattandosi di un intervento chirurgico, può sempre comportare qualche rischio.
Meglio quindi, secondo loro, una bella iniezioncina senza pericoli, anche se, secondo noi, le rughe non hanno mai fatto male a nessuno, ed anzi, perché andare contro natura? In alcune donne qualche ruga può anche risultare sexy.
Prima tutte (o quasi) le donne lo osannavano, ora le avanguardie femminili lo evitano: è l’intervento di chirurgia estetica. Motivo? A lungo andare presenterebbe troppi effetti indesiderati. Ma il segreto è sempre uno: affidarsi a mani esperte!
Dopo aver speso tempo ed energie in difesa della chirurgia estetica, rivendicando ad alta voce il diritto a provare se non a fermare il tempo, quantomeno a ritardarne gli effetti, e a soddisfare quell’ irrefrenabile necessità di sentirsi più belle, più desiderabili e quindi anche più sicure, ora le donne sembrano fare marcia indietro. O almeno sembrano accorgersi che non è sempre così semplice e indicato ricorrere al bisturi per risolvere quello che spesso è un disagio interiore e che soprattutto è indispensabile affidarsi a mani esperte, qualificate e professionali.
L’ultimo campanello d’allarme arriva dalle pagine del Daily Mail che racconta la storia, riportata in Italia da La Stampa, di alcune signore mature che a distanza di anni, hanno visto non solo vanificati gli effetti degli interventi estetici, ma addirittura accelerato il processo di invecchiamento, tanto che, rivela il dottor Michael Prager, dell’Associazione britannica chirughi estetici, oggi quattro donne su cinque si dicono scontente della scelta fatta.
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L’effetto-premier moltiplica la voglia di apparire degli uomini italiani. Se dal giorno in cui Silvio Berlusconi e’ apparso in bandana i trapianti di capelli tra i maschi della penisola sono triplicati, dal suo lifting ”le richieste per un viso piu’ giovane sono aumentate di un buon 40%”. Ed i primi a mettersi in fila ‘’sono i giovani tra i 40-45 anni, che senza piu’ pudori escono allo scoperto e ci chiedono un volto piu’ rilassato”. A raccontare di ”un trend in continua crescita” e’ il professor Giulio Basoccu, docente di Chirurgia plastica all’universita’ La Sapienza di Roma. La tendenza all’aumento per le richieste di lifting al maschile ”era evidente gia’ due mesi dopo l’operazione di Berlusconi”, spiega lo specialista all’Adnkronos Salute. Era infatti la fine del febbraio 2004 quando Basoccu segnalava ”un aumento di interventi del 30% circa”. Con ”un’abbassamento dell’eta’ media dei pazienti”, spiegava l’esperto, e ”un’inversione di tendenza”. Il lifting, da ‘cenerentola’ della chirurgia plastica era infatti esploso, diventando ”l’intervento di bellezza piu’ richiesto dagli uomini”.
Ma col passare dei mesi ”il fenomeno si e’ mantenuto, anzi e’ aumentato. Basti un esempio: prima che il Berlusconi ricorresse al bisturi le donne che chiedevano un ritocco spiana-rughe erano 5-6 volte piu’ numerose degli uomini, mentre ora la proporzione donne-uomini e’ scesa a 4 a uno”. Sul trapianto di capelli, commenta Basoccu, l’effetto-premier ”e’ stato particolarmente evidente perche’ prima di un anno fa i numeri di questo intervento erano sempre rimasti piu’ o meno stabili. In Italia, infatti, il trapianto di capelli e’ sempre stata un’operazione ‘di nicchia’, richiesta da una categoria ben precisa di uomini”. Quelli che psicologicamente faticano ad accettare gli effetti del tempo che passa, spiega il chirurgo plastico. ”Ma anche per quanto riguarda il lifting – aggiunge – l’impatto della scelta di Berlusconi e’ stato notevole. Una sorta di ‘marketing diretto’ – lo definisce l’esperto – che ha modificato profondamente l’identikit di chi si rivolge al medico per recuperare un aspetto piu’ giovane: non sono piu’ i 70enni, ma gli under 50.
E se ”in tanti ci hanno chiesto lo stesso tipo di intervento al quale si e’ sottoposto Berlusconi – conclude lo specialista – c’e’ stato anche qualcuno che ha azzardato un giudizio diverso chiedendo: ‘Dottore, voglio un lifting, ma vorrei che venisse meglio di quello di Berlusconi”’.












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