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    apr  09
    8

    Lampadine a basso consumo… un rischio?

                     Carlo  |   |    2 Comments

    LampadinaI pazienti che soffrono comunemente di disturbi dermatologici o che hanno la pelle particolarmente sensibile potrebbero trovare svantaggio dall’utilizzo, sempre più comune, delle lampadine a basso consumo energetico. La denuncia arriva da Robert Sarkany, un dermatologo del St Thomas’ Hospital di Londra.

    Sarkany afferma di aver già trattato numerosi pazienti affetti da infiammazioni cutanee, eritemi e gonfiori causati dall’esposizione alla luce delle lampadine a basso consumo, che presto sostituiranno definitivamente le lampadine ad incandescenza comuni.
    Le lampadine a risparmio energetico, sostiene Sarkany, emettono una quantità di raggi ultravioletti superiore alla media e ciò può rappresentare un serio problema per chi soffre di psoriasi, eczema o lupus eritematoso sistemico, una malattia autoimmune relativamente rara caratterizzata da lesioni infiammatorie che possono colpire qualsiasi tessuto e organo del corpo.

    “In queste categorie di pazienti, la luce emessa dalle lampadine a basso consumo può favorire il processo infiammatorio e portare a vere e proprie bruciature della pelle”, sostiene Sarkany.
    Uno studio condotto in passato dall’Health Protection Agency, verificò che l’emissione della luce ultravioletta da parte delle lampadine a basso consumo era paragonabile a quella emessa dal sole durante una giornata estiva, un dato che allarmò molti scienziati sull’eventuale rischio di tumore legato all’utilizzo di queste lampadine.

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    Consumo, Eczema, Eritema, Esposizione, Gonfiore, Infiamazione, Lampadine, LES, Londra, Psoriasi, Rischio, Robert Sarkany, Ultravioletti
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      gen  09
      5

      Andiamo dal dottor Nemo…

                       Carlo  |   |    1 Comment

      NemoPirana? Squali? Bazzecole. Questi pesci non mangiano esseri umani, se hanno una scelta.

      Esistono invece due specie di pesci, entrambi parenti dei comuni pesci rossi o delle carpe, specializzati nel nutrirsi di esseri umani. E cio’ che piu’ lascia attoniti, e’ che la gente paga per diventare mangime per pesci.
      No, non e’ un “pesce” d’aprile. Andiamo con ordine.

      In Turchia, per la precisione a Kangal, ci sono delle pozze di acqua molto calda, con una temperatura in media sui 34-36 gradi centigradi. Questa temperatura e’ troppo alta per consentire una adeguata crescita di alghe e fitoplankton, quindi da un punto di vista trofico sono molto povere. In queste pozze erano e sono endemiche queste due specie di ciprinidi, ma finche’ le pozze sono state in comunicazione tra loro la speciazione ovviamente non era in atto, ed un po’ di cibo per sostenere una popolazione c’era.

      Accadde che nel 1917 un pastore con una gamba ferita guari’ dopo essersi immerso in questa pozza. Miracolo? no. I pesci (Cyprinion macrostomus e Garra rufa) avevano mangiato la parte di pelle morta curando l’infezione e stimolando la ricrescita di nuova pelle.

      Da allora c’e’ stato un vero e proprio pellegrinaggio alla pozza, soprattutto da parte di gente malata di psoriasi, eczema o dermatite atopica. La rimozione della pelle morta e l’effetto rilassante del bagno caldo e del massaggio dei pesci sicuramente aiuta, cosi’ come anche l’esposizione ai raggi UV (la pozza e’ a 1600 m s.l.m.). Non e’ chiaro se ci siano altri meccanismi fisiologici che intervengono nel processo. Alcune discutibili fonti alludono ad un enzima, il ditranol, secreto dai pesci durante il mordicchiamento, ma il dato non trova riscontro in letteratura. Pare invece che la pozza contenga un’alta percentuale di selenio, che forse contribuisce al risanamento della parte malata dopo che la pelle viva e’ stata esposta dall’azione dei pesci .
      Certo, di psoriasi e’ difficile che si guarisca perche’ e’ una malattia autoimmune cronica, pero’ sembrerebbe che i pesci siano di gran beneficio. Cio’ ha portato a chiudere la comunicazione tra questa pozza e le altre e a un fiorire di alberghi e turismo, con biglietto da pagare per immergersi nella pozza.

      Quelli che ne hanno beneficiato piu’ di tutti pero’ sono i pesci, che finalmente hanno qualcosa di sostanzioso da mangiare. Il Garra rufa e’ un pesce di fondo con la bocca posta ventralmente, tipo i pesci pulitori che si trovano comunemente negli acquari, ma come tutti i ciprinidi e’ onnivoro. Mi sembra plausibile che qualunque altro pesce, posto nelle stesse condizioni, avrebbe fatto altrettanto. La fame e’ fame, dopotutto. Da aggiungere che si nutrono solo di pelle morta, piu’ soffice e facile da staccare.

      Fatto sta che la pozza e’ isolata dal 1950 e da allora si osserva un cambiamento morfologico nei pesci che la abitano, che risultano mediamente tre quarti della lunghezza normale e pesano solo un quarto, con gonadi molto piu’ piccole. Per fortuna il supplemento di cibo aiuta. I pesci tuttavia conservano le abitudini antropofaghe anche se nutriti regolarmente. Stiamo assistendo ad una speciazione rapidissima e sicuramente aiutata dall’uomo.

      Approfondimento del post: Pesciolini Terapeutici

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      Caldo, Cibo, Dermatite Atopica, Ditranol, Eczema, Mani, Nemo, Pesci, Psoriasi, Turchia
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        mar  08
        14

        Asma ed eczema? Attenti alla igiene eccessiva

                         Carlo  |   |    No Comments

        IgieneSalute a rischio per i bambini che si lavano troppo.
        L’eccessiva igiene personale, infatti, aumenta il rischio di asma e di eczema. Lo conferma uno studio, pubblicato sulla rivista Archives of Disease in Childhood, condotto da ricercatori dell’Università di Bristol su 11.000 bambini. Gli specialisti hanno tenuto sotto controllo i piccoli, arruolati nella ricerca Avon Longitudinal Study of Parents and Children, valutando attraverso i genitori, i sintomi di asma ed eczema all’età di 6 mesi e tra i 30 e i 42 mesi.
        Il livello di igiene è stato analizzato considerando il numero di volte che ai piccoli si lavavano le mani e che si faceva loro il bagno. Secondo gli autori, ogni aumento di un punto sul livello di igiene, aumentava del 4% il rischio di sintomi asmatici. Inoltre il rischio era direttamente legato al numero e al tipo di sostanze chimiche utilizzate per pulire la casa. La frequenza di eczema, invece, dipendeva dal livello di igiene personale. Secondo gli autori un ambiente eccessivamente sterile può essere fatale per il sistema immunitario.

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          feb  08
          8

          Sei allergico agli euro?

                           Carlo  |   |    No Comments

          EuroL’euro è stato messo più volte sotto accusa dal punto di vista finanziario. Ciò di cui avremmo davvero fatto a meno è appunto il pericolo-allergie che pare si celi dietro l’entrata in circolazione di due monete, quelle da 1 e 2 euro. Delle otto monete che fanno parte dello “stock”, sono queste quelle messe sotto accusa: colpevole è il nichel che contengono. La percentuale di metallo che caratterizza le monete, infatti, potrebbe provocare un eczema da contatto nelle persone allergiche a questo. Lo rivela uno studio svedese: basterebbe infatti tenere in mano una moneta per scatenare un’infiammazione della pelle o fastidiose bollicine. Nella notizia diffusa dall’ADN Kronos è registrato il parere di una dermatologa del Karolinska Institut di Stoccolma, secondo la quale “Circa il 15% delle donne e il 2-5% degli uomini che vivono nei paesi industrializzati sono a rischio di allergia al nichel, e circa 1/3 di loro tende a sviluppare un eczema se tocca questo metallo”.
          Per mettere alla prova gli euro, i ricercatori hanno piazzato una monetina per una settimana in una soluzione simile al sudore umano, imitando l’effetto che questo avrebbe sul denaro ‘passato di mano in mano’. “Basta tenere in mano per 5 minuti le monete, per ‘contaminare’ le mani degli allergici”, scrivono gli studiosi.

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