I pazienti che soffrono comunemente di disturbi dermatologici o che hanno la pelle particolarmente sensibile potrebbero trovare svantaggio dall’utilizzo, sempre più comune, delle lampadine a basso consumo energetico. La denuncia arriva da Robert Sarkany, un dermatologo del St Thomas’ Hospital di Londra.
Sarkany afferma di aver già trattato numerosi pazienti affetti da infiammazioni cutanee, eritemi e gonfiori causati dall’esposizione alla luce delle lampadine a basso consumo, che presto sostituiranno definitivamente le lampadine ad incandescenza comuni.
Le lampadine a risparmio energetico, sostiene Sarkany, emettono una quantità di raggi ultravioletti superiore alla media e ciò può rappresentare un serio problema per chi soffre di psoriasi, eczema o lupus eritematoso sistemico, una malattia autoimmune relativamente rara caratterizzata da lesioni infiammatorie che possono colpire qualsiasi tessuto e organo del corpo.
“In queste categorie di pazienti, la luce emessa dalle lampadine a basso consumo può favorire il processo infiammatorio e portare a vere e proprie bruciature della pelle”, sostiene Sarkany.
Uno studio condotto in passato dall’Health Protection Agency, verificò che l’emissione della luce ultravioletta da parte delle lampadine a basso consumo era paragonabile a quella emessa dal sole durante una giornata estiva, un dato che allarmò molti scienziati sull’eventuale rischio di tumore legato all’utilizzo di queste lampadine.
Pirana? Squali? Bazzecole. Questi pesci non mangiano esseri umani, se hanno una scelta.
Salute a rischio per i bambini che si lavano troppo.
L’euro è stato messo più volte sotto accusa dal punto di vista finanziario. Ciò di cui avremmo davvero fatto a meno è appunto il pericolo-allergie che pare si celi dietro l’entrata in circolazione di due monete, quelle da 1 e 2 euro. Delle otto monete che fanno parte dello “stock”, sono queste quelle messe sotto accusa: colpevole è il nichel che contengono. La percentuale di metallo che caratterizza le monete, infatti, potrebbe provocare un eczema da contatto nelle persone allergiche a questo. Lo rivela uno studio svedese: basterebbe infatti tenere in mano una moneta per scatenare un’infiammazione della pelle o fastidiose bollicine. Nella notizia diffusa dall’ADN Kronos è registrato il parere di una dermatologa del Karolinska Institut di Stoccolma, secondo la quale “Circa il 15% delle donne e il 2-5% degli uomini che vivono nei paesi industrializzati sono a rischio di allergia al nichel, e circa 1/3 di loro tende a sviluppare un eczema se tocca questo metallo”.











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