In preda all’euforia per una estate arrivata in anticipo di un mese in Italia, infatti, in tanti decidono di passare intere giornate al mare, sotto il sole caldo di questo 2009, incuranti delle conseguenze che questa esposizione puo’ provocare su pelle e occhi.Ma il sole abbassa le difese immunitarie e come conseguenza si ha spesso l’esplosione dell’herpes virale, un virus sempre presente nel nostro organismo che viene scatenato proprio dalla sovraesposizione al sole.
Ma ci possono essere anche danni maggiori con alterazione delle cellule della pelle, formazione di macchie e possibile insorgenza di tumori.
In questo periodo il sole ’scotta’ meno di agosto, ma e’ altrettanto pericoloso: se in quel periodo si diventa ‘rossi’ in 20 minuti, alla fine l’effetto sara’ lo stesso. Con la differenza che il corpo e’ ancora impreparato venendo da mesi di non esposizione. Per evitare problemi che possono essere anche seri, cinque regole d’oro da seguire.
La follicolite è un’infezione batterica superficiale o profonda, accompagnata da infiammazione dei follicoli piliferi.
L’agente batterico più frequentemente responsabile è lo Staphilococcus Aureus, ma possono essere implicati anche altri batteri, come lo Pseudomonas Aeruginosa, ed i miceti. Può insorgere in seguito a trattamenti di depilazione (con ceretta, crema depilatoria, rasoio, ecc.) e si manifesta con pustole, noduli e peli incarniti accompagnati da prurito, fastidio e talvolta dolore. Queste lesioni possono aggravarsi progressivamente dopo ogni depilazione, fino ad esitare in cicatrici e macchie. La causa di queste lesioni è da attribuirsi al ripetuto danneggiamento meccanico e chimico della superficie cutanea, che può alterare l’equilibrio batterico e lipidico della pelle, causando la deformazione del fusto del pelo e favorendo la comparsa di infezioni.
Fattori predisponenti possono essere: la scarsa igiene nell’esecuzione dell’epilazione (uso della lametta per più di una volta) o l’uso di prodotti topici incongrui, quali ad esempio pomate steroidee o terapie antibiotiche non corrette (locali o generali), che selezionano ceppi resistenti. Le follicoliti vanno comunque distinte dalle dermatiti irritative conseguenti alle tecniche di depilazione.
Sono molto frequenti anche le pseudofollicoliti, caratterizzate da un’infiammazione del follicolo dovuta all’incarnimento del pelo stesso, spesso senza sovrapposizioni batteriche.
Quando compare la follicolite è necessario interrompere momentaneamente i trattamenti di depilazione. Se la manifestazione è lieve, trattare la zona infetta con detergenti antisettici (ad esempio a base di clorexidina) e, eventualmente, con farmaci topici a base di antibiotici, reperibili in farmacia. Nei casi più gravi (follicolite profonda, con andamento cronico) è, invece, consigliabile rivolgersi al proprio medico. Come prevenzione è in genere sufficiente seguire semplici norme igieniche per minimizzare le possibilità di infezione del bulbo pilifero: disinfettare accuratamente la pelle prima e dopo la depilazione e usare sempre una spugna leggermente abrasiva (es. guanto di crine), o meglio ancora uno scrub per rimuovere lo strato più esterno della pelle ed evitare la crescita di peli incarniti. Sia dopo la depilazione che quotidianamente, è utile applicare una crema emolliente e restituiva sulle zone depilate per ricostituire il film idro-lipidico superficiale e mantenere l’elasticità e la morbidezza della pelle.
I farmaci, ed in particolar modo gli antinfiammatori non cortisonici, sono la causa di circa il 30% delle manifestazioni cutanee di tipo allergico. E’ quanto emerso nel corso del Congresso internazionale dell’associazione dei dermatologi francofoni, svoltosi a Saint Vincent.
“Le tossidermie, ovvero le dermatiti allergiche da farmaci – ha spiegato Maurizio Norat, direttore del reparto di Dermatologia dell’ospedale Beauregard di Aosta e presidente del congresso – sono molto frequenti e altrettanto spesso vengono confuse per orticarie o altre patologie. E’ importante invece riconoscere che sovente la causa è da ricercare nelle intolleranze farmacologiche”.
Al congresso hanno partecipato circa 300 medici provenienti da Francia, Italia, Belgio, Svizzera, ma anche Tunisia, Algeria, Marocco, Camerun, Senegal, Burkina Faso, Guyana Francese, Argentina, Brasile, Messico, Vietnam, Libano.
Quali saranno le conclusioni? Si arriverà forse a sperimentare farmaci meno allergenici?
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Immersi in un piscina di acqua termale, si ci fa “baciare” da alcuni piccoli pesciolini (Cyprinion macrostomus macrostomus e Garra rufa).
La “fish therapy”, serve per alleviare i fastidi di alcune malattie della pelle, come la psoriasi e le dermatiti in genere.
I pesciolini, che solitamente sono vegetariani, in questo caso fanno un’eccezione e mangiano piccoli pezzetti di pelle del paziente, migliorando lo stato dell’epidermide.
Secondo i suoi promotori la terapia funziona nel 70 per cento dei casi e i suoi effetti durerebbero per oltre 8 mesi.
Dimostrata l’efficacia delle acque Leopoldine di Montecatini Terme contro rughe, dermatiti, psoriasi ed in generale l’invecchiamento e malattie della pelle. La conferma è avvenuta grazie agli studi condotti da ben quattro universita’, quelle di Firenze, Siena, Praga e la Thomas Jefferson Philadelfia , i cui studi hanno dimostrato l’efficacia delle acque termali salsofosfate di Montecatini Terme, grazie soprattutto alle proprietà antiossidanti di cui sono portatrici.
Per le acque di Montecatini si tratta di un successo in più visto che finora erano sono conosciute soprattutto per la loro azione terapeutica contro malattie gastrointestinali anche se c’è da dire che le virtù “estetiche” dei Bagni di Montecatini hanno già una tradizione storica. Il successo è confermato anche dall’autorevolezza delle riviste scientifiche internazionali dove sono state pubblicate le ricerche: Journal of cosmetic dermatology, International of immunopatology and pharmacology, Jeadv.
Il professor Torello Lotti, direttore del centro interuniversitario di dermatologia biologica e psicosomatica dell’universita’ di Firenze ha precisato che ”Lo scopo della ricerca era quello di capire l’impatto delle acque termali Leopoldine di Montecatini sulla pelle umana, sia su quella sana, sia sulla malata”. Per provare gli effetti benefici dell’acqua è stato condotto uno studio durante il quale veniva irritata appositamente la pelle integra con Lauril solfato, per capire se l’acqua termale aveva un effetto lenitivo. Nei casi di malattie dermatologiche (psoriasi, dermatite atopica o seborroica ma anche nelle ferite da rimarginare) e’ stato ”comparato – precisa Lotti – l’effetto dell’acqua leopoldina su un braccio del malato mentre l’altro veniva immerso in semplice acqua di rubinetto. Dopo il trattamento era prevista l’esposizione al sole. E gli effetti sono stati eclatanti, con una chiara azione antiossidante”. Per ‘certificare’ i risultati sono state realizzate anche indagini biologiche molto raffinate e piccole biopsie. ”Si e’ visto cosi’ – conclude Lotti – che l’immersione nell’acqua termale con la successiva esposizione al sole modifica il profilo immunologico legato a queste malattie della pelle”.











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