Capire studiando le cellule della pelle perché viene l’acne o la dermatite seborroica, quale la terapia personalizzata. Cogliere, in futuro, un’alterazione metabolica molto prima della comparsa di sintomi. Diagnosticare anche altre malattie come diabete e tumori.
Pelle come specchio della salute e come organo spia dei metaboliti, i prodotti cioè del metabolismo delle cellule e delle reazioni enzimatiche. È il fronte su cui sono impegnati i ricercatori del Centro Integrato di Ricerca sulla Metabolomica (CIRM) all’IRCCS Regina Elena – Istituto Dermatologico San Gallicano, appena inaugurato a Roma.
“Un’alterazione metabolica potrà essere osservata con grande precocità grazie a innovative indagini biochimiche, non invasive, in vivo, tecnologicamente avanzate, che possono dirci come funziona il patrimonio genico, proteico e metabolico delle cellule cutanee”, spiega Mauro Picardo, direttore del CIRM e responsabile del laboratorio di fisiopatologia cutanea ISG, Istituto San Gallicano.
La metabolomica studia lo stato metabolico dell’individuo e obiettivi del CIRM sono quelli di ampliare le conoscenze del metabolismo cutaneo e definire i parametri da utilizzare come indicatori della presenza di malattia sistemica o di miglioramento dopo trattamento.
Si potranno così osservare le alterazioni metaboliche provocate da stimoli esterni e non e dove sono localizzate ed individuare markers di patologie, indicatori di gravità e di possibili nuove molecole da sviluppare per nuovi farmaci.
Dall’America arriva un nuovo prodotto per rimuovere i tatuaggi non più desiderati sulla propria pelle in modo totalmente indolore.
Spesso i tatuaggi sono simbolo di un amore importante e se questo finisce, oltre al danno sentimentale c’è la beffa di aver un segno indelebile sulla pelle, a meno di non recarsi da un bravo chirurgo estetico e sottoporsi a sedute di laser o dolorose abrasioni per rimuovere i tatuaggio.
Ma ora, una speciale crema da iniettare sotto cute, nello stesso modo in cui è stato eseguito il disegno, potrebbe risolvere tutto in poco tempo e indolore.
Il nome della crema miracolosa è Rejuvi e, una volta sotto cute, viene assorbita dalle cellule dell’epidermide pigmentate e lega ad esse i pigmenti. In questo modo cellule e inchiostro vengono trasportati naturalmente sulla superficie della pelle, formando una specie di crosta. Quando la crosta cade dopo 6-8 settimane dal trattamento, l’inchiostro è andato via, espulso definitivamente dall’organismo.
A differenza del laser che distrugge i pigmenti inseriti sotto la pelle, Rejuvi sfrutta il naturale processo del rinnovamento cellulare della pelle, ma soprattutto permette al sistema immunitario di identificare l’inchiostro, prima camuffato dalla pelle stessa, e di rigettarlo formando un’infiammazione.
Tra soli cinque anni, forse, potremo riprodurci con la pelle. L’inquietante immagine – in parte reminescenza del mito di Atena, la dea della sapienza venuta alla luce dalla testa di Zeus – è quella che emerge da uno studio condotto dagli scienziati americani riuniti sotto il nome Hinxton Group, un’istituzione di ricerca sulle cellule staminali.
Gli studiosi hanno infatti mostrato come sia teoricamente possibile sviluppare ovociti e spermatozoi “alterando” le normali cellule del corpo, in particolare quelle della cute. Inserendovi un gruppo di geni selezionati in precedenza, è tecnicamente possibile convertirle in cellule staminali pluripotenti (PSC) in grado di svilupparsi dando forma a qualsiasi tipo di tessuto corporeo.
Naturalmente la ricerca non manca di sollevare dubbi e perplessità: se da un lato questa possibilità tecnica permetterebbe alle coppie sterili di procreare, essa rende virtualmente possibile la “monogenitorialità”: una sola persona potrebbe cioè fornire ovocita e spermatozoo, diventando così contemporaneamente madre e padre.











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