Rimedio della nonna e biotecnologie si uniscono per amore della pelle sana e lucente: estratti di piselli verdi fanno cicatrizzare prima e meglio le ferite, riducendo le cicatrici. Sheila MacNeil della University of Sheffield ha estratto dai piselli il beta-aminorpopinitrile che sembra avere strepitosi poteri cicatriziali.
La MacNeil, con il suo gruppo, è riuscita a creare un polimero dalla consistenza di un gel, contenente questo estratto, e che si applica sulla ferita riassorbendosi e rilasciando il composto che facilita la cicatrizzazione.
“Questo tipo di gel, ancora in via di sperimentazione, potrebbe essere applicato come un cerotto trasparente sulle ferite, sulle sbucciature, sui graffi e garantire la guarigione delle ferite e l’assenza di cicatrici”, ha dichiarato la MacNeil.
Sembrerebbe quasi che, in futuro, non ci saranno più adulti con piccoli segni sulle ginocchia ad imperitura memoria di gesta fanciullesche, di iniziazioni, di cadute dalla bici. Questo forse è un peccato. A quelle piccole cicatrici ci si affeziona, e da grandi sono segni che strappano un sorriso per il bambino che fu.
Nostalgia a parte, queste ricerche sono sempre ben accette.
Dimenticavo… non è commestibile!
Scoperta la proteina ‘ripara ferite’. Si chiama progranulina e potrebbe rivelarsi preziosa per la pronta guarigione di tagli e ustioni. La proteina, scoperta da ricercatori canadesi e statunitensi in uno studio pubblicato sulla rivista ‘Nature Medicine’, dovrebbe stimolare la ricrescita cutanea anche quando le ferite sono ormai croniche e formano una ‘piaga’ che non risponde ad alcun trattamento. La proteina era gia’ conosciuta, perche’ responsabile delle crescita dei tessuti durante lo sviluppo e presente anche in alcuni tipi di tumore, ma non si sapeva che svolgesse un ruolo centrale nella rigenerazione cutanea.
Andrew Bateman of the Research Institute of the McGill University Health Centre (MUHC) (Montreal), in collaborazione con il Soft Tissue Center (University of Georgia, Athens), ha studiato come avviene la riparazione delle ferite nei topi. Le analisi hanno mostrato che le cellule del sistema immunitario, che accorrono per stimolare la ricrescita dei tessuti, sono molto ricche di un fattore di crescita, la progranulina3. I ricercatori hanno anche scoperto che le cellule contenenti la progranulina servono a dare il ‘via’ ai processi cicatriziali. Infatti, subito dopo che hanno raggiunto la ferita, i tessuti cominciano a ricrescere, mentre le cellule della pelle e quelle dei capillari iniziano, a loro volta, a produrre la proteina. La progranulina e’ stata sperimentata nei topi, e le osservazioni hanno rivelato che il trattamento facilitava la rigenerazione dei tessuti danneggiati. Secondo i ricercatori, la proteina agirebbe sulle cellule cutanee e su quelle endoteliali, favorendo la proliferazione e la migrazione verso la zona ferita e stimolando la ricostituzione dello strato cutaneo e dei capillari sottostanti.











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