Nel Settecento le donne, per sembrare belle, si ricoprivano di cipria perché più bianca era la loro pelle, tanto più affascinanti risultavano. Ciò era dovuto essenzialmente all’esigenza di distinguersi dai contadini, che avevano, invece, la pelle scura a causa del sole. Oggi, invece, c’è chi farebbe carte false per avere una pelle abbronzata tutto l’anno.Gli strumenti per farlo ci sono, bisogna però fare attenzione ad usarli in tutta sicurezza.
Le lampade abbronzanti hanno dato, nel corso degli ultimi 20 anni, alla maggior parte delle donne, e degli uomini, la possibilità di avere una bella pelle ambrata durante tutto l’anno. Poco conosciute esse stesse e poco noti anche gli effetti che potevano avere, hanno regalato troppo spesso, nei primi anni del loro utilizzo, ustioni, invecchiamento cutaneo e, nei casi più gravi, anche melanoma. In realtà, la lampada abbronzante non è una macchina diabolica; basta utilizzarla con intelligenza. Le lampade sono dei macchinari che, grazie ai raggi UVA, condizionano i melanociti a produrre melanina e quindi a rendere la pelle abbronzata. I raggi UVA, però, sebbene non siano nocivi quanto quelli UVB, comunque arrivano negli strati più profondi della cute e, quindi, sono potenzialmente pericolosi e potrebbero causare un precoce invecchiamento cutaneo o lasciare la pelle a macchie.
È importante, se si decide di fare una lampada, osservare alcune regole:
Leggi il resto dell’articolo »
Arriva dalla bioingegneria e da studi italiani la scoperta che
Se la pelle è già sensibile con il freddo diventa ancora più fragile e, se sottoposta a continui sbalzi di temperatura, rischia di fare la sua comparsa la couperose. Con le basse temperature, infatti, le polveri nocive vengono assorbite in quantità maggiore, mentre i piccoli vasi sanguigni sono costretti a una continua ginnastica.
Scoperta la proteina ‘ripara ferite’. Si chiama progranulina e potrebbe rivelarsi preziosa per la pronta guarigione di tagli e ustioni. La proteina, scoperta da ricercatori canadesi e statunitensi in uno studio pubblicato sulla rivista ‘Nature Medicine’, dovrebbe stimolare la ricrescita cutanea anche quando le ferite sono ormai croniche e formano una ‘piaga’ che non risponde ad alcun trattamento. La proteina era gia’ conosciuta, perche’ responsabile delle crescita dei tessuti durante lo sviluppo e presente anche in alcuni tipi di tumore, ma non si sapeva che svolgesse un ruolo centrale nella rigenerazione cutanea.











Leggi anche...