È l’ultima frontiera della depilazione. La più radicale, osé e trendy. Che si chiami ceretta brasiliana, depilazione integrale o intima, la voglia di sbarazzarsi dei peli, tutti, è diventata una moda. Contrariamente a quanto succedeva qualche decennio fa oggigiorno i peli non hanno diritto di cittadinanza, sono out. Gambe, ascelle, braccia, si rade tutto. E se l’ultima roccaforte di peluria ha resistito a rasoi e creme, ora i tempi sono cambiati: sono sempre più numerose le donne che si depilano integralmente le parti intime.
Ma quali sono i vantaggi di questa ceretta dal forte appeal sulle donne? Sono innanzitutto di natura igienica ed estetica. Almeno così dicono le più accese sostenitrici. Com’è noto i peli trattengono gli odori e i germi. A ciò si aggiunge il fatto che una pelle liscia è più facile da idratare. Sarà… Ma la spiegazione igienista sembra troppo politicamente corretta per essere vera. Forse le vere ragioni del successo della depilazione integrale sono di natura estetica e sessuale.
L’abuso di igiene, disinfettanti, antibiotici, detersivi antibatterici e sterilizzatori per biberon sta facendo diffondere in modo spaventoso allergie, asma e persino malattie autoimmuni. Il sistema immunitario di ogni bambino deve essere esposto a un bel po’ di sano, onesto sporco per svilupparsi correttamente: lo afferma una celebre immunologa statunitense nel suo ultimo libro.
In “Why dirt is good” (tradotto Perché lo sporco fa bene) Mary Ruebush dell’Idaho Rural Health Research Center riprende la cosiddetta teoria dell’igiene, che incolpa gli ambienti troppo ‘asettici’ nei quali si fanno crescere i bambini nei Paesi avanzati del boom delle allergie guarda caso presente solo nel mondo occidentale. “In questo ambiente così lontano da quello naturale, batteri e virus si stanno moltiplicando e mutando a velocità mai viste prima, dando vita a migliaia di ceppi resistenti ai farmaci molto pericolosi”, spiega la Ruebush.
“Un’altra tendenza delirante è quella di non vaccinare i bambini”, attacca l’immunologa. “Mi piacerebbe che tornasse di moda il buon senso, e che si lasciassero stare le leggende metropolitane. Il processo di immunizzazione è essenziale per gli esseri umani e inizia sin dal feto. Cerchiamo di incoraggiarlo e aiutarlo invece di ostacolarlo o peggio impedirlo per le nostre nevrosi”.
Ecco un altro esempio di imprenditoria innovativa: Tottoos vende tatuaggi temporanei personalizzati da utilizzare per “stampare” sulla pelle dei bambini numeri ed informazioni di emergenza.
Realizzati in ottima definizione, con materiali anallergici e certificati, i tatuaggi di Tottoos comprendono un testo personalizzato con una frase (come “se mi sono perso, chiamate…”) o il nome di un riferimento (la scuola, un’organizzazione, un indirizzo) e un numero di telefono da contattare in caso di emergenza. Ogni tatuaggio dura almeno 12 ore e il pacchetto base di 15 tatuaggi costa 14.95$; sono disponibili anche offerte per acquisti più voluminosi (ad. esempio da parte di una scuola). I tatuaggi possono inoltre essere utilizzati anche per riportare importanti indicazioni mediche come allergie, disfunzioni e istruzioni da seguire in caso di emergenza.
Un’idea interessante, che viene incontro al bisogno di sicurezze circa i propri figli da parte dei genitori.
La Commissione Europea ha presentato uno studio del Comitato scientifico per i prodotti destinati ai consumatori (Scientific Committee on Consumer Products – SCCP), che analizza l’impatto negativo sulla pelle di chi riceve e di chi applica le tinture per i capelli.
Dal rapporto emergerebbe che oltre la metà delle 46 tinture per capelli vendute, può potenzialmente provocare delle allergie prolungate della pelle: 10 di queste sarebbero “estremamente pericolose”, 13 “fortemente” e 4 “moderatamente”.
In taluni settori, ad esempio la sicurezza alimentare, l’UE ha istituito agenzie specializzate che si occupano della realizzazione di valutazioni approfondite di questo tipo di rischio.
In altri campi, quali la sicurezza delle tinture per capelli, degli schermi solari, dei lettini abbronzanti e di determinati emoderivati, nonchè la qualità dell’aria e dell’acqua, la Commissione ha istituito comitati di esperti scientifici indipendenti.
Il settore dei prodotti cosmetici è regolato dalla direttiva 76/768/CEE, più volte aggiornata in seguito agli studi condotti dal SCCP sulla valutazione dei rischi per la salute delle sostanze contenute nelle tinture per capelli.
Il 12 giugno 2001 il Comitato ha reso noto un primo parere sui rischi potenziali derivanti dall’uso di alcune tinture permanenti a cui ne è seguito un secondo, nel 2002, dove il Comitato ha affermato l’esistenza di prove epidemiologiche secondo le quali l’uso regolare e prolungato di tinture per capelli può essere associato alla comparsa del cancro alla vescica nelle donne.
Alla fine del 2005, le industrie cosmetiche hanno sottoposto alla valutazione del Comitato le schede di sicurezza di 115 sostanze.
Per concludere, la Commissione dell’UE ha vietato 22 sostanze contenute nelle tinture per capelli per le quali le industrie produttrici non hanno fornito alcuna scheda di sicurezza.
I farmaci, ed in particolar modo gli antinfiammatori non cortisonici, sono la causa di circa il 30% delle manifestazioni cutanee di tipo allergico. E’ quanto emerso nel corso del Congresso internazionale dell’associazione dei dermatologi francofoni, svoltosi a Saint Vincent.
“Le tossidermie, ovvero le dermatiti allergiche da farmaci – ha spiegato Maurizio Norat, direttore del reparto di Dermatologia dell’ospedale Beauregard di Aosta e presidente del congresso – sono molto frequenti e altrettanto spesso vengono confuse per orticarie o altre patologie. E’ importante invece riconoscere che sovente la causa è da ricercare nelle intolleranze farmacologiche”.
Al congresso hanno partecipato circa 300 medici provenienti da Francia, Italia, Belgio, Svizzera, ma anche Tunisia, Algeria, Marocco, Camerun, Senegal, Burkina Faso, Guyana Francese, Argentina, Brasile, Messico, Vietnam, Libano.
Quali saranno le conclusioni? Si arriverà forse a sperimentare farmaci meno allergenici?
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