La vitiligine è una patologia cronica della pelle caratterizzata da macchie bianche causate dalla carenza o totale mancanza delle cellule responsabili della pigmentazione cutanea, dette melanociti. Colpisce uomini e donne senza differenza di genere con un’incidenza pari allo 0,5-2% della popolazione mondiale. 80milioni sono le persone affette da vitiligine di cui oltre un milione solo in Italia, la familiarità si riscontra fino al 30% dei casi. La vitiligine può iniziare a qualsiasi età ma nel 50% dei casi si manifesta tra i 10 e i 30 anni. Le persone affette tendono spesso all’isolamento a causa dei disagi sociali e di relazione che possono sperimentare.
La vitiligine è una patologia cronica della pelle caratterizzata da macchie bianche causate dalla carenza o totale mancanza delle cellule responsabili della pigmentazione cutanea, dette melanociti. Colpisce uomini e donne senza differenza di genere con un’incidenza pari allo 0,5-2% della popolazione mondiale. 80milioni sono le persone affette da vitiligine di cui oltre un milione solo in Italia, la familiarità si riscontra fino al 30% dei casi. La vitiligine può iniziare a qualsiasi età ma nel 50% dei casi si manifesta tra i 10 e i 30 anni. Le persone affette tendono spesso all’isolamento a causa dei disagi sociali e di relazione che possono sperimentare.
Uno dei problemi dermatologici maggiormente diffusi risulta essere la vitiligine.Si tratta di una malattia non contagiosa, la cui caratteristica è quella di far comparire sulla cute o sulle mucose, delle chiazze non pigmentate, cioè zone nelle quali manca completamente la normale colorazione dovuta al pigmento, la melanina, prodotta dai melanociti.
Scendendo ancor più nel dettaglio, tale malattia è dovuta alla presenza di anticorpi che “disattivano” o distruggono proprio i melanociti.
La cura più moderna disponibile è la microfototerapia, che è rappresentato da un ciclo di radiazioni luminose che vengono “sparate” sulla cute, allo scopo di ripigmentarla. La luce, grazie ad una determinata lunghezza d’onda dello spettro solare, stimola efficacemente i melanociti a duplicarsi e a produrre melanina.
Olive amiche della pelle e soprattutto nemiche della psoriasi. La novità arriva dagli Usa ma ha un padre italiano: lo scienziato Roberto Crea. Dopo anni di ricerche e brevetti su preparati a base del frutto verde, Crea è arrivato ad una formula in polvere a base di succo di olive che ha già dimostrato di combattere efficacemente la psoriasi, malattia della pelle contro la quale esistono, fino ad oggi, pochi rimedi e non sempre efficaci.
L’integratore si basa su una concentrazione di biopolifenoli per sfruttarne la potente azione antinfiammatoria, antiossidante e per rinforzare il sistema immunitario, ma soprattutto su una scoperta. Lo scarto dei frantoi, succo e acqua di vegetazione, è ricchissimo di polifenoli, 300 volte più che l’olio extravergine d’oliva. Ogni pillola ne contiene, infatti, l’equivalente di un quarto di litro. Di lì la trasformazione in polvere grazie ad una nuova tecnologia, fino alla sperimentazione che ha sensibilmente ridotto il dolore e i gonfiori sui pazienti con artrite.
Il potere antiossidante dei polifenoli potrebbe essere usato anche per combattere l’invecchiamento cellulare, i tumori della pelle o i danni dei raggi solari. Il passo successivo è rivolto infatti alle malattie della pelle, in particolare la psoriasi. In Giappone, la “pillola alle olive” ha dato buoni risultati sulla psoriasi, dato che, come spiega Crea, “si tratta di sostanze attive anche in piccole concentrazioni”.
Il prodotto che sarà commercializzato nel nostro paese con il nome di “Olivenol” si presenta come battistrada di altri preparati specifici per l’industria alimentare.
I ricercatori della Columbia University di New York hanno condotto uno studio utilizzando il virus dell’herpes per distruggere le cellule tumorali. Il virus è stato opportunamente modificato per crescere dentro alle cellule tumorali e per distruggerle dall’interno. Questo virus modificato è stato poi sperimentato su pazienti colpiti da melanoma non operabile ed ha ottenuto buoni risultati. Il virus modificato, chiamato Oncovexgm-Csf, è stato inserito nelle cellule tumorali affinché le uccidesse. Questo trattamento si è rivelato efficace nel 32% dei pazienti. In altri malati, si sono comunque osservati dei benefici clinici: in due casi il tumore, per la prima volta, ha reagito alla terapia, in altri due casi si sono avuti effetti dopo il trattamento. Nei restanti pazienti, i ricercatori hanno osservato dei benefici palliativi locali che sono comunque positivi visto l’intrattabilità del tumore. Gli specialisti sottolineano l’importanza di questi risultati soprattutto se paragonati con le altre terapie disponibili contro il melanoma avanzato. Ora il team americano sta per iniziare uno studio in fase III, su un numero più ampio di pazienti.
Per migliorare la pelle basta un po’ di ossigeno. È il nuovo trattamento di bellezza “made in Japan”. Entrando in questa capsula a ossigeno, si cancella ogni fatica. Il sistema, grazie proprio alla somministrazione dell’ossigeno, può ridurre, secondo i suoi ideatori, del 40 per cento l’acido lattico accumulato nel corpo, rivitalizzando le cellule. La terapia è usata in Giappone talvolta anche per scopi medici: nel campo della osteopatia, oftalmologia e ginecologia.











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