Ne avevo parlato nel post Topo Gigio: le 5 regole per l’influenza A.
E’ una iniziativa del ministero della salute!
Topo Gigio, con tanto di camice e stetoscopio. È lui il testimonial scelto dal governo per la nuova campagna di prevenzione contro l’influenza A che sarà lanciata a breve su tv, giornali e settimanali. La scelta del pupazzo, che è già ambasciatore dell’Unicef, ha spiegato in conferenza stampa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, è stata presa perchè «presente nella memoria di tutti gli adulti e che affascina sempre i bambini».
In questo modo, ha aggiunto, si potranno spiegare in modo «chiaro e semplice» le cinque regole prescritte dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) per prevenire la diffusione del virus.
I consigli elencati da Topo Gigio nello spot sono: Leggi il resto dell’articolo »
Niente più dubbi da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: i raggi UV emessi dalle lampade abbronzanti aumenterebbero sensibilmente il rischio di melanoma cutaneo, specialmente quando l’esposizione a questi raggi ha inizio durante la giovane età.
La nuova conclusione arriva in seguito alla pubblicazione dei risultati di un’ampia revisione sistematica di 20 studi epidemiologici apparsi sulla rivista The Lancet Oncology, che hanno messo in mostra come il ricorso alle lampade abbronzanti al di sotto dei 30 anni incrementi il rischio di melanoma cutaneo del 75%, favorendo anche l’aumento dei casi di melanoma oculare, una forma rara di tumore dell’occhio che ha talvolta una prognosi grave.
Si alza dunque il livello di allerta nei confronti dei lettini e delle docce solari, precedentemente classificati dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) come “probabilmente cancerogeni” e che adesso hanno fatto il loro ingresso tra i “cancerogeni di gruppo 1”, ovvero pericolosi per i tumori allo stesso modo dell’amianto, del fumo di sigaretta e degli alcolici.
Italia pigrona, incosciente e vanesia, per quel che riguarda la prevenzione contro le malattie della pelle, almeno nell’80% dei casi. Per 8 italiani su 10 la prevenzione delle malattie della pelle causate dai raggi ultravioletti è sacrificata in nome di un’abbronzatura forte e più rapida possibile. Tra di loro, la maggior parte sono giovanissimi e over 50, mentre i 35-40enni sembrano mostrare maggior prudenza e consapevolezza sui danni provocati da un sole gravemente ammalato.
A porre l’accento su questo fenomeno preoccupante è Patrizio Mulas, presidente dell’ADOI (Associazione dermatologi ospedalieri italiani), nel corso della convention milanese organizzata insieme a La Roche-Posay per lanciare la campagna di sensibilizzazione anti-melanoma “myskincheck”.
Le donne che soffrono di eccessiva secrezione di cerume a livello delle orecchie e di osmidrosi, una condizione del corpo associata a un odore particolarmente sgradevole del sudore secreto, non sarebbero soltanto vittime di una vera e propria “calamità” di natura estetica o cosmetica. I loro sintomi potrebbero infatti essere predittivi di elevato rischio di tumore al seno. Ad affermarlo è una ricerca pubblicata sulla rivista di biologia sperimentale FASEB Journal.
Dallo studio, condotto da ricercatori del Tokyo Institute of Technology, è emerso infatti che l’osmidrosi e la secrezione eccessiva di cerume potrebbero essere associate all’attivazione di un particolare gene denominato ABCC11, che risulta strettamente legato a un’elevata incidenza di casi di tumore del seno nelle donne.
Sin da piccoli è necessario proteggersi dall’eccessiva e prolungata esposizione al sole per evitare, nell’immediato, le scottature e, come conseguenza tardiva, l’invecchiamento precoce della pelle e una maggior probabilità di insorgenza dei tumori cutanei.
I principali tumori maligni che colpiscono la pelle sono i carcinomi, che derivano dai cheratinociti e il melanoma a derivazione dei melanociti. I cheratinociti sono le cellule che costituiscono lo strato corneo che ci protegge dagli agenti esterni mentre i melanociti sono i responsabili dell’abbronzatura e costituiscono inoltre i cosiddetti nei o nevi.
È stato dimostrato che i carcinomi, sia basocellulari che spinocellulari, siano provocati dalle esposizioni solari eccessive e prolungate, mentre l’insorgenza del melanoma è facilitato da esposizioni solari forti e improvvise con scottature.
Molti sono i fattori che influiscono per una maggior predisposizione ai tumori della pelle, in particolare il fototipo, cioè la nostra carnagione. Sono soprattutto i soggetti con fototipo 1, 2 e 3, cioè con pelle chiara, occhi verdi o azzurri e capelli biondi o rossi, che sono più a rischio e quindi che necessitano maggiormente di controlli preventivi, soprattutto se sono anche portatori di nevi atipici o numerosi o con familiarità per tumori cutanei.
In questo caso la visita dermatologica deve essere almeno annuale. Sarà poi il dermatologo a stabilire se sono necessari ulteriori indagini o trattamenti. Un controllo annuale o ancor più ravvicinato è poi necessario per le persone che hanno già asportato un tumore cutaneo o sono portatrici di cheratosi attiniche, che sono lesioni cutanee pretumorali spesso in sedi fotoesposte. Per una diagnosi precoce è ancor più importante l’abitudine all’autocontrollo della propria pelle, con ricorso al medico in caso si noti la crescita di una nuova lesione o il cambiamento di una neoformazione preesistente.
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