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    mag  09
    8

    Un ‘vaccino’ per il LES

                     Carlo  |   |    4 Comments

    LupoIl Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Genova ha allo studio un vaccino in grado di bloccare l’avanzata del lupus eritematoso sistemico e riequilibrare il sistema immunitario. La novità è stata presentata durante il 109° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Interna (SIMI).

    “Da anni studiamo sia la fisiopatologia che le terapie per il lupus“, dichiara Francesco Indiveri, Ordinario di Immunologia presso l’Università di Genova, “finalmente da pochi giorni abbiamo terminato la fase di test sugli animali di una particolare vaccinazione che permette di riequilibrare le risposte immunitarie, facendo emergere le cellule di controllo. I test di laboratorio sono stati positivi e a questo punto, rispettando tutti i protocolli scientifici, ci attendiamo di renderlo attivo anche sugli uomini entro uno o al massimo due anni. Per noi internisti questa malattia è quasi una sfida, per la varietà di modi in cui si manifesta. Capita spesso infatti di visitare pazienti che si presentano ad esempio con nefriti o pleuriti che possono nascondere dietro queste patologie la radice del lupus”.
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  • Categorie
    Dermatologia, Genetica, Lupus Eritematoso Sistemico
    Tags
    Autoimmunità, Endoprost, Francesco Indiveri, Immunologia, LES, Lupus Clinic, Prostavasin, Sperimentazione, Vaccino
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      feb  09
      13

      Ecco uno dei geni responsabili della calvizie

                       Carlo  |   |    No Comments

      AlopeciaLa scoperta è frutto della collaborazione tra l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata, IRCCS e l’Università di Roma Tor Vergata.

      Il dott Alessandro Terrinoni del laboratorio di Biochimica IDI-IRCCS diretto prof Gerry Melino, direttore del Dipartimento di Medicina Sperimentale della Facoltà di Medicina Tor Vergata, ha pubblicato – insieme ad una equipe cinese e scozzese – sulla prestigiosa rivista Nature Genetics i risultati di un lavoro scientifico nel quale viene dimostrato che la causa di una forma di calvizie è di origine genetica.
      La calvizie è una condizione molto comune, le persone che ne sono affette spesso hanno sofferenze psicologiche anche notevoli, che ne diminuiscono la qualità della vita. Basti pensare che pur non venendo considerata una vera e propria malattia, per lo meno quando colpisce gli uomini, per la sua cura vengono impiegate giornalmente notevoli risorse economiche ed umane.
      Il gene responsabile è stato identificato in U2HR, una piccola regione regolatoria del gene HR (hairless: senza capelli). Questa piccola regione codifica per una proteina di soli 34 amino acidi che agisce come repressore della proteina HR. Quest’ultima è importante nella transizione tra gli stadi di telogen ad anagen del follicolo pilifero, la mancanza della sua azione inibitoria farebbe si che il capello non può ulteriormente rigenerarsi, conducendo all’alopecia.
      La scoperta apre nuove strade per la lotta a questa malattia con l’identificazione di nuovi bersagli per farmaci.

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      Alopecia, Calvizie, Dermatologia, Genetica
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      Alessandro Terrinoni, Alopecia, Anagen, Calvizie, Capelli, Farmaci, Genetica, Geni, Proteina, Telogen, Tor Vergata, U2HR
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        lug  08
        14

        Riprodursi con la pelle

                         Carlo  |   |    2 Comments

        OvuloTra soli cinque anni, forse, potremo riprodurci con la pelle. L’inquietante immagine – in parte reminescenza del mito di Atena, la dea della sapienza venuta alla luce dalla testa di Zeus – è quella che emerge da uno studio condotto dagli scienziati americani riuniti sotto il nome Hinxton Group, un’istituzione di ricerca sulle cellule staminali.
        Gli studiosi hanno infatti mostrato come sia teoricamente possibile sviluppare ovociti e spermatozoi “alterando” le normali cellule del corpo, in particolare quelle della cute. Inserendovi un gruppo di geni selezionati in precedenza, è tecnicamente possibile convertirle in cellule staminali pluripotenti (PSC) in grado di svilupparsi dando forma a qualsiasi tipo di tessuto corporeo.
        Naturalmente la ricerca non manca di sollevare dubbi e perplessità: se da un lato questa possibilità tecnica permetterebbe alle coppie sterili di procreare, essa rende virtualmente possibile la “monogenitorialità”: una sola persona potrebbe cioè fornire ovocita e spermatozoo, diventando così contemporaneamente madre e padre.

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        Dermatologia, Genetica, Ricerca, Staminali
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        Cute, Genetica, Ovociti, Ricerca, Riproduzione, Spermatozoi, Staminali
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          mag  08
          21

          Il bruco che tesse la pelle

                           Carlo  |   |    6 Comments

          BruchiUn bruco di baco da seta geneticamente modificato è in grado di produrre proteine della pelle umana.
          Questi animali sono stati ingegnerizzati (da un gruppo di ricerca dell’università di Hiroshima in Giappone) in modo da contenere il gene che produce il collagene, la proteina che costituisce gran parte della pelle umana, e tessere quindi un bozzolo. Dal bozzolo stesso poi potrebbe essere possibile estrarre la proteina e purificarla per poi utilizzarla in medicina.
          Gli usi di questa proteina, che sarebbe purissima, sono molteplici: dalla creazione di pelle artificiale all’applicazione della proteina stessa su ferite in cicatrizzazione. I prossimi passi secondo i biotecnologi sarebbero quelli di usare la stessa tecnica per “convincere” mucche a produrre proteine particolari nel latte, o inserire i geni in piante coltivate per averne a disposizione dopo il raccolto.

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          Baco, Bruco, collagene, Ferite, Genetica, Hiroshima, Pelle artificiale, Proteine, Ricerca, Seta, Ulcere
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            mag  08
            11

            L’invecchiamento della pelle è superficiale

                             Carlo  |   |    2 Comments

            PelleA differenza di quello che si è sempre pensato le rughe potrebbe non dipendere dal cambiamento dello strato più profondo della pelle. Ma a causa di qualcosa che avviene più in superficie. Se la nostra pelle con il passare degli anni diventa sempre più rugosa e dura al tatto, potrebbe essere colpa dell’irrigidimento delle cellule dell’epidermide.
            Finora si è sempre pensato che il raggrinzimento della pelle tipico dell’età matura fosse dovuto all’ispessimento del derma, lo strato di pelle più profondo. Ma alcuni scienziati della Clarkson University di Potsdam hanno scoperto che anche le cellule epieteliali – costituenti la parte più superficiale della pelle – con lo scorrere del tempo diventano più rigide e potrebbero essere la vera causa della perdita di elasticità della pelle.
            Cellule datate e dure. Il team guidato da Igor Sokolov ha osservato al microscopio atomico la riproduzione di alcune cellule epiteliali umane fatte crescere in vitro. Dopo diverse generazioni le hanno analizzate e si sono accorti che le cellule “vecchie” erano fino a 10 volte più rigide di quelle “giovani”.
            Il fattore che scatena questo indurimento non è ancora stato scoperto, ma si pensa che il responsabile sia il citoscheletro, la rete di filamenti che costituisce la struttura delle cellule, che diventa sempre più denso.
            Contrastare questo processo potrebbe voler dire ostacolare anche l’invecchiamento della pelle e sono già allo studio alcuni composti capaci di inibire l’azione degenerativa del citoscheletro.

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              apr  08
              23

              Scoperto gene “bersaglio” del melanoma

                               Carlo  |   |    1 Comment

              LaboratorioIdentificato gene ‘bersaglio’ per la cura del melanoma. Si tratta del gene per il ‘fattore trascrizionale associato alla microftalmia’ (MITF). E, secondo lo studio statunitense-austriaco pubblicato sulla rivista Nature, sarebbe responsabile dell’aggressivita’ del tumore e della sua capacita’ di sviluppare resistenza ai farmaci. Esperimenti in provetta indicano che questo gene e’ relativamente facile da inattivare e suggeriscono che rappresenti ‘l’anello debole’ nella sequenza di geni che si attivano durante la trasformazione cancerosa della cellula. Secondo l’autore William R. Sellers, del Dana Farber Cancer Institute (Harvard University, Boston) ”composti in grado di inibire il gene MITF potrebbero fornire nuove armi per combattere il melanoma”.
              In collaborazione con la Yale University School of Medicine (New Haven) e la Medical University of Vienna, sono state usate delle ’sonde’ al Dna per identificare quali geni erano ‘iperattivati’ in 58 diverse linee cellulari provenienti da melanomi umani. I dati hanno indicato che il piu’ attivo era il Mitf, un gene che in concentrazioni normali e’ indispensabile allo sviluppo e al funzionamento dei melanociti. Cosi’, sono stati esaminati campioni di melanoma prelevati da 72 pazienti. L’analisi ha rivelato che il Mitf era iperattivo nel 21% dei melanomi invasivi e nel 10% di quelli ad uno stadio iniziale. Invece nei ‘nevi’, cioe’ nei melanomi benigni, l’attivita’ del Mitf era simile a quella osservata nelle cellule sane. Quindi e’ stato esaminato un secondo campione di 200 pazienti con melanoma. E’ risultato che il Mitf era iperattivo nel 10% dei tumori cutanei che non avevano formato metastasi e nel 15% delle metastasi derivate da melanomi invasivi. Inoltre quest’iperattivazione era associata a una diminuzione di cinque anni nella sopravvivenza del paziente. Ulteriori esperimenti in provetta hanno anche indicato che l’inibizione del Mitf aumentava l’efficacia delle terapie antitumorali.

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