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    ago  08
    11

    I piselli fanno bene alla pelle

                     Carlo  |   |    No Comments

    PiselliRimedio della nonna e biotecnologie si uniscono per amore della pelle sana e lucente: estratti di piselli verdi fanno cicatrizzare prima e meglio le ferite, riducendo le cicatrici. Sheila MacNeil della University of Sheffield ha estratto dai piselli il beta-aminorpopinitrile che sembra avere strepitosi poteri cicatriziali.
    La MacNeil, con il suo gruppo, è riuscita a creare un polimero dalla consistenza di un gel, contenente questo estratto, e che si applica sulla ferita riassorbendosi e rilasciando il composto che facilita la cicatrizzazione.
    “Questo tipo di gel, ancora in via di sperimentazione, potrebbe essere applicato come un cerotto trasparente sulle ferite, sulle sbucciature, sui graffi e garantire la guarigione delle ferite e l’assenza di cicatrici”, ha dichiarato la MacNeil.
    Sembrerebbe quasi che, in futuro, non ci saranno più adulti con piccoli segni sulle ginocchia ad imperitura memoria di gesta fanciullesche, di iniziazioni, di cadute dalla bici. Questo forse è un peccato. A quelle piccole cicatrici ci si affeziona, e da grandi sono segni che strappano un sorriso per il bambino che fu.
    Nostalgia a parte, queste ricerche sono sempre ben accette.
    Dimenticavo… non è commestibile!

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    Cicatrici, Dermatologia, Ferite, Ricerca
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    Beta-aminorpopinitrile, Cerotto, Cicatrici, Ferite, Gel, Nonna, Piselli, Sheila MacNeil
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      apr  08
      10

      Air-Bag: ne va della pelle

                       Carlo  |   |    2 Comments

      AirBagPer carità, non si tratta di discutere l’utilità dell’air-bag, ma un studio in campo dermatologico ha messo in luce che tra gli effetti indesiderati dell’azione dell’air bag molti riguardano proprio cute e occhi.
      Niente di grave, in linea di massima, ma è bene che si sappia che cosa può succedere, anche per poter ricorrere alle cure del caso dopo lo scampato pericolo. Del resto, che qualche inconveniente si presenti è inevitabile visto anche il funzionamento del dispositivo in questione.
      Gli air bag oggi disponibili sono tutti gonfiati grazie all’idrogeno sviluppato dalla combustione di una cartuccia contenente sodio azide; la cartuccia, a sua volta, viene innescata dall’azione di sensori che rispondono alle forti decelerazioni tipiche dell’impatto contro un ostacolo. Gonfiandosi e sgonfiandosi, gli air-bag liberano una miscela di gas ad alta temperatura, tra gli altri azoto e biossido di carbonio, nonché una sostanza fortemente basica, l’idrossido di sodio, che ha un’azione spiccatamente irritante. Peraltro non sono solo queste le sostanze che entrano in gioco: vanno aggiunti il talco e numerosi ossidi metallici.
      Di conseguenza, sono almeno di due tipi i danni cutanei indotti dall’azione dell’air-bag: chimici e traumatici. Questi ultimi sono soprattutto le cosiddette ustioni da attrito, dovute all’azione simile a uno schiaffo della membrana del sacco. E’ invece dovuta all’azione chimica la dermatite da irritanti.
      Un altro capitolo è quello delle ustioni chimiche causate dall’elevato pH delle sostanze liberate dalla reazione chimica che gonfia l’air bag. Infine sono possibili anche ustioni termiche, per la maggior parte dovute al contatto con i gas a elevata temperatura che fuoriescono dai lati dell’air bag quando il dispositivo si sgonfia.
      In definitiva, le conseguenze dermatologiche sono il 7-8% degli “effetti collaterali” dell’air-bag. Però se per salvarsi la pelle bisogna sacrificarne un po’ …vale comunque la pena. E non è detto che la tecnologia non trovi una soluzione anche a questi, lievi, inconvenienti.

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      Dermatiti, Dermatologia, Ferite, Ustioni
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      Air-Bag, Dermatiti, Effetti Indesiderati, Ferite, Occhi, Pericolo, Tecnologia, Ustioni
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        mar  08
        26

        Trapianti di pelle senza cicatrici

                         Carlo  |   |    No Comments

        CollaUn équipe di alcuni ricercatori della Harvard Medical School of Boston hanno scoperto una nuova cura per coprire le cicatrice e fare trapianti di pelle agli ustionati. I risultati pubblicati sul Journal of Surgical Research dimostrano l’efficacia di una colla naturale attivata dall’esposizione della luce laser.
        Invece di utilizzare colle chimiche e antiestetiche graffette per il trapianto di pelle agli ustionati, è stato scoperto un colorante naturale detto rose bengal che riesce a incollare il lembo di pelle nuova a quello residuo senza effetti collaterali e senza lasciare cicatrici.
        Due losanghe di pelle sono state accostate con un sottile strato di colorante naturale e esposte alla luce laser per 15 minuti. Il risultato è di aver ottenuto un tessuto almeno venti volte più forte e resistente di quello ottenuto dopo un trattamento con le colle tradizionali.

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        Cicatrici, Dermatologia, Ferite, Ustioni
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          dic  07
          20

          La proteina ripara ferite

                           Carlo  |   |    1 Comment

          CerottoScoperta la proteina ‘ripara ferite’. Si chiama progranulina e potrebbe rivelarsi preziosa per la pronta guarigione di tagli e ustioni. La proteina, scoperta da ricercatori canadesi e statunitensi in uno studio pubblicato sulla rivista ‘Nature Medicine’, dovrebbe stimolare la ricrescita cutanea anche quando le ferite sono ormai croniche e formano una ‘piaga’ che non risponde ad alcun trattamento. La proteina era gia’ conosciuta, perche’ responsabile delle crescita dei tessuti durante lo sviluppo e presente anche in alcuni tipi di tumore, ma non si sapeva che svolgesse un ruolo centrale nella rigenerazione cutanea.
          Andrew Bateman of the Research Institute of the McGill University Health Centre (MUHC) (Montreal), in collaborazione con il Soft Tissue Center (University of Georgia, Athens), ha studiato come avviene la riparazione delle ferite nei topi. Le analisi hanno mostrato che le cellule del sistema immunitario, che accorrono per stimolare la ricrescita dei tessuti, sono molto ricche di un fattore di crescita, la progranulina3. I ricercatori hanno anche scoperto che le cellule contenenti la progranulina servono a dare il ‘via’ ai processi cicatriziali. Infatti, subito dopo che hanno raggiunto la ferita, i tessuti cominciano a ricrescere, mentre le cellule della pelle e quelle dei capillari iniziano, a loro volta, a produrre la proteina. La progranulina e’ stata sperimentata nei topi, e le osservazioni hanno rivelato che il trattamento facilitava la rigenerazione dei tessuti danneggiati. Secondo i ricercatori, la proteina agirebbe sulle cellule cutanee e su quelle endoteliali, favorendo la proliferazione e la migrazione verso la zona ferita e stimolando la ricostituzione dello strato cutaneo e dei capillari sottostanti.

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            nov  07
            3

            Il fumo ritarda la guarigione delle ferite

                             Carlo  |   |    No Comments

            FeritaUn nuovo studio è giunto alla conclusione che il fumo di sigaretta può far ritardare la guarigione sulle ferite.
            Ne sono stati autori i ricercatori della University of California, Riverside, che hanno condotto i loro studi sui topi e su colture di cellule umane per esaminare l’effetto del fumo della sigaretta sui fibroblasti, cellule che migrano verso le ferite per generare il tessuto cicatriziale. I fibroblasti svolgono un ruolo vitale nella riparazione e nel rimodellamento del tessuto.
            Con lo studio si è potuto osservare che benché il fumo di sigaretta non uccida i fibroblasti, li danneggia e ne altera la capacità di arrivare alla zona ferita. I fibroblasti, invece, si accumulano ai margini della ferita.
            Secondo uno dei ricercatori Manuela Martins-Green, si può affermare che nel complesso i risultati dello studio indicano che il fumo di tabacco possa far ritardare la riparazione delle ferite e la formazione della cicatrice.
            Questo effetto, secondo gli autori dello studio, tenendo conto degli altri già noti come l’interferenza nel processo di morte e di migrazione delle cellule, causa un’accumulazione di tessuto malato invece che di quello deputato alla guarigione delle ferite.
            I ricercatori hanno anche annunciato che stanno ora provando ad isolare il componente o i componenti del fumo che inibiscono la migrazione delle cellule ed ostacolano la morte delle cellule.

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