Può l’alito di una persona farci capire se ha un tumore al polmone o l’odore della pelle aiutarci a diagnosticare un melanoma?
Queste sono solo alcune delle molte applicazioni del naso elettronico presentato a BergamoScienza da Corrado Di Natale, professore di Elettronica alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Roma Tor Vergata.
Gli odori sono migliaia, i recettori del naso umano 388 e quelli del naso elettronico solo otto, eppure, imitando la natura, questo strumento artificiale è estremamente efficace.
Il segreto?
Come i recettori del naso dell’uomo, quelli elettronici si attivano per più sostanze e la stessa sostanza attiva più recettori: il numero delle combinazioni possibili e quindi degli odori che si possono riconoscere è, per questa ragione, altissimo.
Grazie all’elettronica, forse, sarà più facile la diagnosi precoce!
Tutti noi, chi uno chi tanti, presentiamo dei nei sulla pelle. Ma quante volte abbiamo avuto dei dubbi sul loro aspetto? I criteri fondamentali sono riassumibili nella sigla «ABCD», dove A sta per asimmetria, B per bordi irregolari, C per colori diversi nello stesso neo e D per diametro oltre i 6 millimetri. Comunque è sempre bene rivolgersi al dermatologo.
La dottoressa Riccarda Serri, specialista in dermatologia dell’università di Milano risponde in un’intervista video. Articolo tratto da Corriere della Sera.it
Alcuni scienziati inglesi hanno studiato a lungo la correlazione tra il profilo biochimico dell’odore di una persona e le eventuali patologie.
La pelle o meglio le informazioni date dagli odori si sono dimostrate utili per la diagnosi di patologie come il cancro, in accordo con quanto riportato da Paul Thomas della Loughborough University nel Regno Unito.
Il gruppo di ricerca ha collezionato una serie di odori, composti chimici organici volatili (VOCs volatile organic compounds), dalla pelle dei pazienti usando un cerotto realizzato in polimeri di silossano (composto organico contenente silicio e ossigeno). L’odore è stato poi prelevato riscaldando il supporto e raccogliendo il gas sprigionato. Quest’ultimo è stato analizzato con tecniche di cromatografia e spettrometria di massa.
I VOCs permettono quindi di ottenere un esame NON-invasivo del profilo metabolico di una persona, in cui si possono individuare delle alterazioni dovute a patologie in corso. Attualmente con l’odore il team è riuscito a diagnosticare correttamente il cancro della pelle. Finora l’unico modo per avere la certezza della diagnosi era quello di effettuare una biopsia (metodo invasivo) della cute.
Le potenzialità di questa tecnica sono molteplici e proseguendo con gli studi si arriverà sicuramente in un futuro forse non troppo lontano ad avere uno screening completo del paziente non-invasivo (indolore), poco costoso, semplice e senza stress.











Leggi anche...