Rito antico, di prerogativa maschile, segno di distinzione e rappresentazione della propria personalità. Rasoio o lametta, schiuma o sapone…
Farsi la barba è un’arte, che non può essere improvvisata.
I consigli di Santo Raffaele Mercuri, specialista in dermocosmetologia, per una rasatura perfetta. Articolo tratto da Corriere della Sera.it
Hanno già cominciato a rendere meno gradevoli le serate all’aperto, con i loro ronzii e le loro ancor più fastidiose punture. Le zanzare sono forse uno dei pochi regali dell’estate di cui faremmo volentieri a meno, e ogni anno ci armiamo di ogni sorta di spray, liquidi e pomate repellenti per tenerle alla larga. Allora, come difendersi?
I livelli di lotta sono molti: si parte dalle bonifiche del territorio che spettano alle amministrazioni comunali e si arriva alle strategie che ognuno di noi può mettere in atto per contribuire a liberare le città dalle zanzare e per difendersi in prima persona.
La prevenzione e la lotta larvicida, sono i metodi più razionali ed efficaci di contenimento delle zanzare. Gli interventi contro gli insetti adulti, pur se eseguiti correttamente sono infatti poco duraturi e vanno utilizzati nelle situazioni di emergenza.
Per prevenire l’instaurarsi di focolai d’infestazione nei propri cortili è necessario osservare alcuni semplici, ma fondamentali comportamenti:
- eliminare le piccole raccolte d’acqua (sottovasi, teli di nylon che formano pozze artificiali, secchi, pneumatici abbandonati, barattoli e bidoni);
- i ristagni d’acqua non eliminabili (tombini, scoline, grondaie) devono essere trattati periodicamente da maggio ad ottobre, con prodotti specifici ad azione antilarvale;
- coprire le raccolte d’acqua per l’irrigazione con reti a maglia fine (es. zanzariere) o teli ed inserirvi filamenti di rame, metallo conosciuto per il suo effetto tossico sull’insetto;
- mantenere puliti da foglie e detriti i tombini e le grondaie, eliminare sterpaglie ed erba alta dai giardini, per offrire minori occasioni di rifugio alle zanzare adulte;
- nelle fontane da giardino è consigliabile introdurre pesci larvivori, quali i pesci rossi;
- raccomandare a vicini e amici l’osservanza di questi semplici consigli.
Se, in casi di forte infestazione, si decidesse comunque di ricorrere a trattamenti adulticidi, si raccomanda di usare insetticidi a base di piretro naturale o di sintesi operando solo in assenza di vento entro 2-3 metri da terra e attenendosi strettamente a quanto riportato in etichetta: in ogni caso la lotta adulticida non può sostituirsi alle azioni preventive ed alla lotta larvicida.
I Ricercatori del Dipartimento di Dermatologia dell’Università di Milano hanno riportato il caso di 19 pazienti (14 maschi, 5 femmine di età media 28,16 anni) che hanno sviluppato un disturbo dell’umore (depressione moderata-grave) nel corso dell’assunzione di Finasteride (Propecia) 1 mg/die per os, per il trattamento dell’alopecia androgenetica (tipo III-IV della scala di Hamilton, tipo I-II della scala Ludwig).
La depressione, in alcuni casi associata ad un marcato stato d’ansia, si è sviluppata dopo 9-19 settimane di trattamento con Finasteride e si è risolta dopo sospensione del farmaco. In 2 pazienti, che hanno riassunto la Finasteride, la depressione si è sviluppata entro 2 settimane.
Un bruco di baco da seta geneticamente modificato è in grado di produrre proteine della pelle umana.
Questi animali sono stati ingegnerizzati (da un gruppo di ricerca dell’università di Hiroshima in Giappone) in modo da contenere il gene che produce il collagene, la proteina che costituisce gran parte della pelle umana, e tessere quindi un bozzolo. Dal bozzolo stesso poi potrebbe essere possibile estrarre la proteina e purificarla per poi utilizzarla in medicina.
Gli usi di questa proteina, che sarebbe purissima, sono molteplici: dalla creazione di pelle artificiale all’applicazione della proteina stessa su ferite in cicatrizzazione. I prossimi passi secondo i biotecnologi sarebbero quelli di usare la stessa tecnica per “convincere” mucche a produrre proteine particolari nel latte, o inserire i geni in piante coltivate per averne a disposizione dopo il raccolto.
«Posso schiacciarmi i brufoli ?», «Togliere un neo è pericoloso?», «La psoriasi è contagiosa?». I dermatologi devono fare i conti ogni giorno con domande ricorrenti nutrite da luoghi comuni consolidati. La dottoressa Riccarda Serri, specialista in dermatologia dell’università di Milano risponde ai più frequenti quesiti in un’intervista video. Articolo tratto da Corriere della Sera.it
Niente più ricoveri per il trattamento chirurgico delle vene varicose, grazie al laser endovenoso e alla tecnica mininvasiva endovascolare sperimentata alle Molinette di Torino.
A utilizzare questa tecnologia, messa a punto in Inghilterra, è la divisione universitaria di chirurgia vascolare, diretta da Pietro Rispoli. La vena safena, anziché essere sfilata con la tecnica chiamata “stripping”, viene cauterizzata grazie all’effetto termico prodotto dal laser.
L’energia è rilasciata da una sottilissima sonda introdotta all’ interno della vena da trattare attraverso un piccolo buco praticato nella gamba, in anestesia locale, che non richiede neppure la sutura. La sonda viene monitorata di continuo dall’ecocolordoppler. Il paziente può tornare a casa subito dopo l’intervento, con un bendaggio elastico applicato sull’arto operato.











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