Non è nulla di drammatico né di impressionante. Non si tratta di una patologia quanto di un “infortunio” (che si verifica con relativa frequenza) da addebitare a genitori disattenti o magari poco preparati. A questi ultimi dedichiamo allora una parte del nostro spazio, giusto per prevenire situazioni sgradevoli che si rivelano particolarmente fastidiose per i neonati.
Impieghiamo dunque questa espressione per indicare l’infiammazione a cui va incontro la pelle del sederino quando questo rimane per parecchio tempo a contatto con il pannolino sporco. La causa dell’eritema risiede nell’acidità che si viene a determinare in questa area: l’acidità comporta che la pelle si arrossi per poi screpolarsi. Le feci acide sono la causa principale dell’alterazione del normale equilibrio della pelle. Sono da valutare come acide quando esiste nell’organismo un’infezione per esempio dovuta a gastroenterite o anche nel periodo della dentizione del bambino. Questa patologia si riconosce anche per l’odore sgradevole di ammoniaca del panno, nonché dalla presenza di gonfiori, edemi e piccole vescicole nella zona del sederino e dei genitali. Sull’eritema iniziale spesso si instaurano superinfezioni micotiche da Candida, ed allora le chiazze eritematose mostrano un tipico orletto squamoso alla periferia. Tali conseguenze che attentano alla tonicità della pelle devono essere immediatamente curate facendo uso delle specifiche creme a base di ossido di zinco, oltre ad impacchi di camomilla. Se il bebè presenta un irritazione dovuta solamente al pannolino si può ricorrere al pre-pannolino che si metterà sul panno per evitarne il contatto con il sederino.
Al peperoncino vengono attribuite, da sempre, proprietà benefiche: antinfiammatorie, antidiarroiche, diuretiche, eccitanti, stomatiche, utili nei casi di atonia intestinale e dispepsia con flautolenze. Questa pianta dalle cosi’ tante e insospettate proprieta’ puo’ essere un ottimo alleato per la nostra forma estetica. Infatti risultando particolarmente efficace nell’attivare il circolo venoso e capillare, svolge un’azione emodinamica, e’ un importante antiossidante e stimola la vitalita’ dei tessuti. Se si aggiunge della polvere di peperoncino all’argilla si puo’ ottenere un’impacco che se usato regolarmente migliora gli inestetismi della cellulite. Usato con argilla verde come maschera sul viso rende la pelle tonica e vellutata. Questa maschera puo’ essere utilizzata su tutto il corpo. Non solo, un pizzico di peperoncino al giorno sulle pietanze aiuta i capelli a essere piu’ lucidi e forti. Grazie alle sue proprieta’ stimolanti, la sua azione revulsiva aumenta lo scambio di sostanze nutritive trasportate dal sangue, nelle zone asfittiche della cute. A questo punto dire che il peperoncino fa male, e’ solo una convinzione alimentata da un antico pregiudizio legato probabilmente al suo gusto piccante. Contro questi pregiudizi, dal 1994 esiste l’Accademia nazionale del peperoncino, con sede a Diamante in provincia di Cosenza, proprio per accontentare tutti i peperoncino dipendenti. Naturalmente e’ meglio non esagerare con dosi eccessive, il peperoncino ha azione infiammatoria sulla mucosa gastrica e provoca iperacidita’ proprio a causa dell’azione irritante del suo principio attivo, la capsaicina. Allora… buon appetito!!!
“Un tempo la psoriasi era ritenuta la malattia dei sani” - commenta Alberto Giannetti, Direttore della Clinica dermatologica e della Scuola di specializzazione in Dermatologia e Venereologia, Università degli Studi di Modena e Reggio nell’Emilia e Presidente della Società italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie sessualmente trasmesse (SIDeMaST) - “Perché si credeva che ad essa non potesse esser associata altra patologia. Oggi è ben noto invece che la psoriasi si accompagna spesso ad altri disturbi metabolici – chiamati nel loro insieme “sindrome metabolica” – quali eccesso di peso o addirittura franca obesità, diabete e aumento del colesterolo, dei trigliceridi e dell’uricemia.”
“Tutto questo favorisce le malattie cardiovascolari,” continua Giannetti, “Che infatti nei pazienti psoriasici hanno un’evoluzione più grave. Infine, nel 30 per cento circa dei pazienti la psoriasi cutanea si associa a un interessamento articolare: in tale eventualità, nel 75 per cento dei casi l’esordio cutaneo della malattia precede quello articolare, in un altro 10 per cento dei casi la forma cutanea e quella articolare sono sincrone mentre nel restante 15 per cento la psoriasi articolare precede quella cutanea. La psoriasi articolare ha manifestazioni polimorfe perché può colpire la colonna (spondiloartrite), le articolazioni sacro-iliache (sacro-ileite) e le articolazioni periferiche, queste ultime in modo simmetrico o asimmetrico; esiste infine una forma molto grave di psoriasi articolare detta “mutilante”, perché l’interessamento osteo-articolare si accompagna a gravi mutilazioni delle articolazioni e delle ossa medesime.”
Altra particolarità della psoriasi è il suo manifestarsi in modo diversi e con diversa diffusione nel corpo, “Abbiamo una psoriasi in placche”, spiega Riannetti, ”che rappresenta la forma meno lieve e più diffusa; a squame, soprattutto nei bambini; una forma che colpisce solo le unghie, che può degenerare causando artrite al dito e conseguenti problemi di movimento; infine la psoriasi con pustole che nelle forme gravi porta anche febbre e deformità in tutto il corpo.”
Le dermatiti sono più frequenti se si fa il bagno nella vasca idromassaggio di casa piuttosto che in piscina. Lo sostiene Stefano Calvieri, direttore del dipartimento di malattie cutaneee, veneree e di chirurgia plastica ricostruttiva all’Università La Sapienza di Roma.
Se i gestori degli impianti rispettano i protocolli di manutenzione non c’è nulla da temere. Mentre in casa una serie di fattori concorre a rendere più pericolosa la vasca con le bollicine. Innanzitutto perché si usa l’acqua del rubinetto, che è molto meno clorata di quella delle piscine, poi perché la temperatura è in genere più elevata, con la conseguenza che i pori della pelle si aprono e sono maggiormente vulnerabili, mentre il poco cloro presente nella rete domestica evapora. La vasca è piccola, contiene meno acqua, e la concentrazione di batteri aumenta. In ultimo, i filtri dell’idromassaggio raramente hanno la stessa manutenzione di quelli di una piscina.
Campo libero allora, allo Pseudomonas Aeruginosa, il batterio più insidioso, soprattutto in estate, perché l’esposizione ai raggi solari, specie nei bambini, che hanno la pelle meno acida, riduce le difese.











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