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Posted by on Apr 14, 2011 in Alimentazione, Dieta | 0 comments

NEC: la dieta del sondino

sondinoSi chiama Nec, acronimo di enterale chetogena. Per tanti pazienti, però, è la del sondino.
Perché è appunto ad un sondino, che dal naso arriva allo stomaco, che affidano tutte le loro speranze. “Inventata” da Gianfranco Cappello, chirurgo al Policlinico Umberto I di Roma, e con emuli ormai in tutta Italia, la dieta che usa la Nec è molto semplice: miscela di somministrate attraverso il sondino, divieto di ingerire alimenti, terapia con , farmaci inibitori di pompa (antiulcera) e lassativi, da acquistare a parte.
Tutto per 10 giorni, ai quali segue una dieta di mantenimento (proteica), e un altro ciclo con il sondino, se richiesto.

La dieta promette perdita di massa grassa senza alcun effetto collaterale. Ma non la pensano così i maggiori esperti italiani, visto che la Fesin (Federazione società italiane di nutrizione) ha elaborato un documento, presto pubblico, in cui si prende distanza da un che, si sostiene, non risolve il problema dell’ . «La mia opinione – premette Lucio Lucchin, neo presidente dell’ Adi, l’ associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica – è che questo tipo di approccio spettacolare va nella direzione opposta di quello corretto e il fatto che questa dieta sia proposta all’ interno di una struttura universitaria la legittima e ingenera confusione nei pazienti. I limiti di questa dieta, inadatta per gli obesi e, ancor di più, per quelli in sovrappeso, sono tanti: intanto non si capisce perché usare il sondino quando la stessa miscela si può semplicemente bere; poi, quando si toglie il sondino i pazienti ingrassano di nuovo e con gli interessi, e il peso che si perde non è ma massa magra, cioè muscolo. Questa terapia si usa quando si deve sottoporre un paziente ad un intervento chirurgico e deve perdere peso velocemente, come dieta dimagrante è solo una furbata. Inoltre tutte le linee guida internazionali vietano l’ uso di lassativi, diuretici ed estratti tiroidei per perdere peso e l’ impedenzometria serve solo a misurare l’ acqua corporea, ma non dice nulla sul perso. Sconsiglio a tutti questa dieta e sarebbe ora che l’ Ordine dei medici e l’ università intervenissero».

Altrettanto scettica Maria Grazia Carbonelli che, nel suo ambulatorio dedicato ai grandi obesi al San Camillo di Roma, di delusi della Nec ne ha visti tanti. «Vengono – racconta – dopo aver riacquistato anche più del peso di partenza. La Nec (e la dieta di mantenimento) è squilibrata e ipocalorica e può danneggiare reni e fegato. Così è fisiologico reingrassare considerato che non si modificano le abitudini alimentari».
Dal punto di vista biochimico, inoltre, riflette Giacinto Miggiano, responsabile dell’ unità di Dietetica della Cattolica di Roma, «somministrando solo proteine, ed essendo gli zuccheri fondamentali per il funzionamento di cervello e globuli rossi, si ottiene che il nostro organismo va in cerca degli zuccheri dove sa che può trovarli, e cioè nei muscoli. La Nec dà solo l’ illusione di risolvere un problema…».
Ed è un’ illusione che fa male ai pazienti obesi, «psicologicamente fragili, stigmatizzati dagli altri, depressi, con problemi di vita quotidiana, di sessualità, di lavoro. Questo approccio semplicistico – conclude Lorenzo Donini, professore di Scienza dell’ alla Sapienza di Roma – è destinato al fallimento e ogni tentativo successivo sarà inficiato da questo fallimento se non cambiano le abitudini alimentari»

NEC: la dieta del sondino ultima modifica: 2011-04-14T08:48:14+00:00 da chepelle

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